Industria Vicentina
06/04/2013

Elisa Dalla Vecchia, premiata da Renzo Piano per la nuova sede della Sisma SpA

L’architetto vicentino ha progettato la nuova sede dell'azienda a Piovene.

Simone Sinico

IL PREMIO FONDAZIONE RENZO PIANO - È giovanissima, classe 1980, è vicentina e il suo progetto si è classificato secondo a ex aequo, aggiudicandosi una menzione speciale, nella seconda edizione del “Premio Fondazione Renzo Piano ad un giovane talento”. Si chiama Elisa Dalla Vecchia ed è riuscita a catturare l’attenzione del grande architetto genovese, che ha valutato e scelto personalmente i vincitori del premio bandito dalla sua Fondazione e dall’Associazione Italiana di Architettura e Critica, con un progetto sviluppato da ViTre Studio riguardante uno stabilimento produttivo: la nuova sede centrale della Sisma SpA di Piovene Rocchette, azienda che produce un’ampia gamma di macchine laser, fresatrici e macchine per oreficeria ad altissima precisione.

“È stata una soddisfazione incredibile – dice l’architetto Elisa Dalla Vecchia – anche perché gli altri partecipanti sono professionisti stimati, dei concorrenti di alto livello, per cui ricevere un riconoscimento in un contesto così da parte di Renzo Piano è qualcosa di molto emozionante”.
Dalla Vecchia ha ricevuto il riconoscimento dalle mani di Renzo Piano durante la cerimonia di premiazione dello scorso 28 maggio a Genova: “Siamo arrivati alla Fondazione come facenti parte della rosa di 12 finalisti su oltre 100 progetti presentati – racconta l’architetto –. Lo stesso Piano si è detto sorpreso come in questi tempi di crisi ci siano stati comunque così tanti progetti di livello. Ci ha inoltre detto che, di tutti i progetti visti, è rimasto colpito dal fatto che nessuno fosse completamente rivoluzionario. Ci ha chiesto di essere più audaci, una considerazione che considero uno stimolo e uno sprone importante per il futuro”

LA SEDE SISMA - Il progetto di Dalla Vecchia è ispirato ai principi di basso impatto ambientale, la nuova sede Sisma è stata infatti certificata in classe A. L'opera è stata quindi costruita sfruttando impianti e materiali di ultima generazione con l'obiettivo di esprimere questa avanguardia anche a livello estetico. Ma il vero punto di forza del progetto è la luce naturale. L'ampio utilizzo di vetrate permette alla luce di entrare in tutto l'edificio e di evidenziare il percorso che unisce atrio, showroom e terrazzo, in un'ascesa che si conclude sul tetto della struttura e svela il paesaggio circostante: l’Altopiano di Asiago.
“La sede della Sisma è stata realizzata in un’area industriale nuova e in via di completamento in una località particolarmente felice di Piovene, alla fine della valle e circondata dalle montagne – spiega Dalla Vecchia -. Si è deciso quindi di non realizzare un capannone standard bensì un edificio che coniugasse la tecnologia avanzata che caratterizza la produzione Sisma con un’immagine e un’estetica altrettanto avanzata, all’avanguardia”.
Ma oltre al fatto estetico, come anticipato, un ruolo importante lo ha avuto anche il fattore ‘green’: “Su questo aspetto è stato fondamentale che la committenza avesse capito e condiviso l’importanza di tenere conto dell’impatto ambientale – ha sottolineato Elisa Dalla Vecchia -. Sisma ha infatti sostenuto i costi di una realizzazione attenta all’aspetto ambientale che ha portato a costruire una struttura che può vantare picchi di efficienza energetica elevatissimi grazie al suo impianto fotovoltaico, alla possibilità di raccolta delle acque piovane, all’isolamento termico, all’utilizzo di materiali riciclabili e a tutti gli altri accorgimenti adottati in tutte le fasi della realizzazione. Mi è stato possibile sviluppare una progettazione integrata grazie alla peculiarità della società ViTre Studio che raccoglie in un unico soggetto un elevato grado di professionalità negli ambiti energetici, edilizia sostenibile (LEED), impiantistici, illuminotecnici, acustici, ingegneri antincendio e strutturale”.
Sinergia, quella tra l'architetto Dalla Vecchia di ViTre Studio e Sisma che non è scontata nella realizzazione di stabilimenti produttivi, non a caso, tra i premiati della fondazione, quello vicentino è stato l’unico progetto riguardante l’industria.




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