Associazione Industriali della Provincia di Vicenza - Il convegno sulla certificazione etica e sulle politiche della Regione per sostenerla

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Il convegno sulla certificazione etica e sulle politiche della Regione per sostenerla

Il convegno sulla certificazione etica e sulle politiche della Regione per sostenerla




 
 
“Certificazione etica e responsabilità sociale d’impresa: le opportunità per le aziende e le politiche competitive della Regione Veneto”. E’ questo il tema del convegno che Confindustria Vicenza ha realizzato lunedì 17 novembre a palazzo Bonin Longare a Vicenza.


L’incontro ha approfondito le conoscenze di base sulla norma SA 8000 (certificazione etica) e ha illustrato le nuove politiche di intervento che la Regione Veneto ha adottato e intende sviluppare per promuoverne anche economicamente la diffusione.

Ad aprire i lavori sono stati il presidente di Confindustria Vicenza Roberto Zuccato, il presidente della Camera di Commercio Vittorio Mincato e il delegato di Confindustria Vicenza per la responsabilità sociale d’impresa Stefano Talin.

Moderati da Cinzia Zuccon Morgani, sono poi seguiti gli interventi di Giuliana Fontanella, presidente della Terza Commissione Consilare Permanente della Regione (“Le iniziative della Regione del Veneto per la diffusione della certificazione etica”), di Alessandro Galardi, tecnico specialista in certificazione etica (“Certificazione etica e responsabilità sociale d’impresa: la situazione italiana”), di Antonio Girardi, direttore della Fondazione Giacomo Rumor-Centro Produttività Veneto (“Come accedere ai bandi e ottenere i fondi stanziati dalla Regione del Veneto per le aziende certificate SA 8000”), di Carlo Luison, esperto in responsabilità sociale di genere che presenterà i risultati di un’indagine promossa dall’assessorato regionale alle pari opportunità sulla responsabilità sociale di genere. Ha chiuso i lavori l’intervento di Marialusa Coppola, assessore regionale alle Politiche di Bilancio, Imprenditoria femminile e Pari Opportunità.

La certificazione etico-sociale, è stato segnalato da più parti, va vista anche come un investimento sull'immagine.

A sottolineare l'importanza di questo aspetto del fare impresa sono stati il delegato CSR di Confindustria Vicenza Stefano Talin e il presidente dell’Associazione, Roberto Zuccato.
La responsabilità sociale mette in gioco un cambiamento generale della cultura aziendale, è stato detto, facendo crescere un clima diverso e più collaborativo all’interno della società, ponendo fine all’idea (sbagliata) che obiettivi sociali, economici, e ambientali si trovino in conflitto. Sviluppare comportamenti socialmente responsabili significa creare le premesse per una concorrenza leale e trasparente, per lo sviluppo di un sistema di protezione sociale moderno ed efficiente.

Vittorio Mincato, presidente della Camera di commercio di Vicenza, ha ricordato come la buona reputazione delle aziende italiane in questo campo sia un elemento che le favorisce nell'aggiudicazione di lavori all'estero.

Qual è, allora, la situazione attuale? I numeri sono lusinghieri per il nostro Paese: in Italia si trovano oggi 827 delle 1779 aziende certificate in tutto il mondo, con un aumento del 32% rispetto alle 626 di dodici mesi prima. Di queste 266 sono toscane, 100 campane, 70 pugliesi, 68 laziali e 51 venete, 10 delle quali vicentine. Un numero abbastanza basso se considerato in relazione al totale delle imprese presenti nella regione, che è cresciuto del 13 per cento rispetto al 2007 quando erano 45.

Alessandro Galardi ha illustrato i requisiti su cui si basa la certificazione Sa8000, quella appunto di responsabilità sociale, che sono: assenza di lavoro infantile in qualsiasi sede del mondo con eventuale recupero di quelli impiegati, assenza di lavoro obbligato e di discriminazione, tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, libertà di associazione e diritto alla contrattazione collettiva, utilizzo di procedure disciplinari nei limiti consentiti dal contratto nazionale, che norma anche orari e retribuzioni ed esistenza di un sistema di gestione. Quest'ultimo punto prevede anche il coinvolgimento in questo processo di tutti i fornitori, che devono essere disponibili ad essere visitati dagli esaminatori.

Per coprire i costi che un’azienda affronta nell’ottenere la certificazione etica, la Regione ha realizzato un bando, pubblicato sul Bur, che stanzia 560mila euro per le imprese che hanno ottenuto questa certificazione.

«Non sarà l'ultimo – ha spiegato l’assessore regionale Coppola - ma questo è solo il primo passo su questa strada, che continuerà anche nel prossimo bilancio di revisione. Nella prossima finanziaria si potrà poi valutare di assegnare punti in più nei bandi alle aziende certificate SA8000».

La Regione sta pensando anche ad una certificazione di responsabilità sociale di genere per le imprese che rispettano le pari opportunità.

Altre informazioni sui siti www.vi.camcom.it, www.cpv.org e www.regione.veneto.it, ma anche su quello di Confindustria Vicenza.



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