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DATI GENERALI
Stato della NotiziaUFFICIALE
ProtocolloVI22868
Data creazione09/15/2015
TitoloRiforma della Pubblica Amministrazione: alcune novità già in vigore
Spedizione Notiziario Cartaceo
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Redazione e Autori
DATI DI CREAZIONE
Documento creato da Alessio Righetti il 09/03/2015 alle ore 12:22:16 PM
Funzionario ResponsabileAlessio Righetti
Modificato da il 15/09/2015 alle ore 16
Redazione ResponsabileCN=Roberto Travaglini/OU=AI/O=ASSINDVI/C=IT; CN=Carlo Casarotti/OU=AI/O=ASSINDVI/C=IT; CN=Patrizia Silvestri/OU=AI/O=ASSINDVI/C=IT; CN=Gabriella Bernardotto/OU=AI/O=ASSINDVI/C=IT; CN=Chiara Longhi/OU=AI/O=ASSINDVI/C=IT; CN=Admin/O=ASSINDVI/C=IT; CN=Luca Grifalconi/OU=AI/O=ASSINDVI/C=IT; CN=Alessio Righetti/OU=AI/O=ASSINDVI/C=IT
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Il 13 agosto 2015 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana la legge delega 7 agosto 2015, n. 124, titolata "Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche" contenente rilevanti disposizioni, tra cui di particolare interesse quelle relative a conferenza di servizi, procedimento di silenzio-assenso tra amministrazioni pubbliche, semplificazione e accelerazione di alcuni procedimenti amministrativi, segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), esercizio del potere di autotutela amministrativa .
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La l. 7 agosto 2015, n. 124, si compone di alcune previsioni direttamente applicabili (relativamente al silenzio-assenso ed all'autotutela amministrativa) e di altre di delega al Governo ad emanare decreti attuativi (concernenti la conferenza di servizi, semplificazione e accelerazione di alcuni procedimenti amministrativi ed il procedimento di SCIA).
Di seguito un breve commento sui menzionati argomenti:

1. Conferenza di servizi
L'art. 2 della l. 124/2015 dispone una delega in capo al Governo, da attuarsi entro dodici mesi dall'entrata in vigore della legge, volta a modificare la disciplina della conferenza di servizi nella direzione della celerità e snellezza, grazie ad alcuni accorgimenti e razionalizzazioni. In generale si prevede una maggior informatizzazione della procedura, accompagnata da una riduzione dei casi in cui è possibile sospendere il procedimento per chiedere integrazioni documentali o chiarimenti. Viene, inoltre, sollecitato un riordino generale delle tipologie di conferenze ammesse ed una riduzione dei casi di obbligatorietà dell'indizione, oltre all'introduzione della possibilità di dare per acquisito l'assenso di amministrazioni preposte alla tutela del patrimonio storico artistico e dell'ambiente che, nei termini dei lavori, non si siano espresse.

2. Procedimento di silenzio-assenso tra amministrazioni pubbliche
La legge delega introduce, con effetto immediato e, quindi dallo scorso 28 agosto,nella l. n. 241/1990, l'art. 17 bis in base al quale, nel caso in cui una Pubblica Amministrazione chieda ad un'altra un atto di assenso, concerto o nulla osta e quest'ultima non riscontri nel termine di tenta giorni, l'atto si dà per acquisito. Nel caso cui l'atto sia richiesto ad un'amministrazione preposta alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, dei beni culturali e della salute dei cittadini, il termine è aumentato a novanta giorni.
L'istituto del silenzio assenso, così come descritto, vale solo nei casi in cui la richiesta dell'atto di assenso provenga da una Pubblica Amministrazione e non da un privato. Ne deriva un vantaggio nell'utilizzo degli Sportelli unici, in particolare nell'ambito edilizio.
Infatti, usufruendo dello Sportello Unico dell'edilizia e delle attività produttive (SUAP), la richiesta dell'atto di assenso alle amministrazioni preposte alla tutela paesaggistico-territoriale, ambientale o culturale, giunge da un'Amministrazione Pubblica, con conseguente applicazione del silenzio assenso, inutilmente decorsi i novanta giorni. Questo non accade, invece, nel caso in cui la richiesta di autorizzazione provenga direttamente dal cittadino, il quale voglia premunirsi dei titoli autorizzatori prima di presentare il progetto edilizio in Comune.
Non si dimentichi, in ogni caso, che permane in capo all'Amministrazione il potere di procede con un annullamento in autotutela del silenzio assenso maturato allo spirare dei novanta giorni (anche se l'esercizio di questo potere è stato oggetto di limitazione temporale dal provvedimento in esame, come si vedrà nel prosieguo).

3. Semplificazione e accelerazione di alcuni procedimenti amministrativi
L'art. 4 della legge delega il Governo a disporre, entro cento ottanta giorni dall'entrata in vigore del provvedimento in esame, ad individuare i procedimenti amministrativi relativi a rilevanti insediamenti produttivi, opere di interesse generale o avvio di attività imprenditoriali, cui applicare una serie di misure di semplificazione indicate nell'articolo stesso. Si tratta, in particolare, della riduzione dei termini di conclusione del procedimento e di una riorganizzazione della disciplina dei poteri sostitutivi.

4. Segnalazione certificata di inizio attività
L'art. 5 prevede una delega al Governo per provvedere, entro dodici mesi dall'entrata in vigore della legge, al riordino della disciplina inerente i procedimenti sottoposti a segnalazione certificata di inizio attività, silenzio -assenso, autorizzazione espresso o semplice comunicazione preventiva.

5. Esercizio del potere di autotutela amministrativa
L'art. 6 della l. 125/2015 introduce, con effetto dal 28 agosto 2015, un'importante modifica al comma 1 dell'art. 21 nonies della l. 241/1990, fissando un limite temporale certo all'esercizio del potere di autotutela della Pubblica Amministrazione. Prima di questa modifica, l'Amministrazione aveva il potere di "pentirsi" della scelta effettuata e, laddove rinvenisse fondanti ragioni di interesse pubblico, procedere ad annullare d'ufficio il provvedimento emesso, senza precisi limiti di tempo, in quanto la norma parlava genericamente di un "termine ragionevole". Tale incertezza è stata eliminata prevedendo che il potere di annullamento in autotutela possa essere esercitato in un termine "comunque non superiore a diciotto mesi dall'adozione dei provvedimenti", salvo si tratti di provvedimenti emessi sulla base di falsi o di dichiarazioni mendaci.


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