Associazione Industriali della Provincia di Vicenza - Notizia internet n. VI27162 del 01/12/2018

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Cod. notizia:VI27162


01/12/2018

Imprese alimentari: il 31 gennaio 2018 scade il termine per il pagamento tariffa per i controlli sanitari ufficiali

In relazione alle disposizioni previste dal decreto legislativo n. 194/08, si ricorda che entro il 31 gennaio di ogni anno deve essere pagata al Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione dell’Unità Locale Socio Sanitaria ULSS/ASLL competente per territorio, la tariffa spettante per i controlli sanitari ufficiali.

Approfondimenti

Con il decreto legislativo 19 novembre 2008 n. 194, recante la disciplina delle modalità di rifinanziamento dei controlli sanitari ufficiali, sono state determinate le tariffe spettanti per i controlli sanitari ufficiali che gli operatori dei settori interessati devono versare alle autorità competenti per le verifiche previste dalle disposizioni legislative vigenti in materia di alimenti.


Attività soggette al pagamento della tariffa

Il decreto in questione stabilisce che gli operatori ricompresi nella seguente tabella sono soggetti alla relativa tariffazione.

Tipologia stabilimento
(Attività prevalente ingrosso)
Fascia produttiva annua
A
Fascia produttiva annua
B
Fascia produttiva annua
C
    Prodotti e preparazioni di carne
fino a 200 ton
da 201 a 1000 ton
oltre 1000 ton
    Latte trattato termicamente e prodotti lattieri (nei casi in cui non sia possibile applicare la sezione 4, relativa agli importi delle tariffe applicabili alla produzione di latte)
    Ovoprodotti
    Centri imballaggio uova
fino a 10.000.000
uova
da 10.000.000 a 50.000.000 uova
oltre 50.000.000
uova
    Miele
fino a 500 ton
da 501 a 1.000 ton
oltre 1.000 ton
    Molluschi bivalvi vivi
fino a 10 ton
da 11 a 100 ton
oltre 100 ton
    Cosce di rana e lumache
fino a 10 ton
da 11 a 100 ton
oltre 100 ton
    Grassi fusi di origine animale e ciccioli
fino a 100 ton
da 101 a 500 ton
oltre 500 ton
    Stomaci, vesciche e budella
fino a 100 ton
da 101 a 500 ton
oltre 500 ton
    Gelatina e collagene
fino a 100 ton
da 101 a 500 ton
oltre 500 ton
    Centri di cottura
fino a 10 ton
di materie prime
da 11 a 100 ton
di materie prime
oltre 100 ton
di materie prime
    Acque minerali e bevande analcoliche
fino a 10.000 hl
da 10.001 a 100.000 hl
oltre 100.000 hl
    Integratori alimentari e prodotti dietetici
fino a 100 ton
da 101 a 500 ton
oltre 500 ton
    Prodotti di IV gamma e di V gamma
fino a 500 ton
da 501 a 1.000 ton
oltre 1.000 ton
    Molini, pastifici, panifici e prodotti da forno
fino a 500 ton
da 501 a 1.000 ton
oltre 1.000 ton
    Pasticcerie
fino a 100 ton
da 101 a 500 ton
oltre 500 ton
    Produzione surgelati
fino a 500 ton
da 501 a 1.000 ton
oltre 1.000 ton
    Conserve vegetali frutta secca e spezie
fino a 500 ton
da 501 a 1.000 ton
oltre 1.000 ton
    Alimenti vegetali non considerati altrove
fino a 500 ton
da 501 a 10.000 ton
oltre 10.000 ton
    Vino e bevande alcoliche
fino a 5.000 hl
da 5.001 a 50.000 hl
oltre 50.000 hl
    Produzione ed imbottigliamento olii
fino a 1.000 hl
da 1.001 a 10.000 hl
oltre 10.000 hl
    Caffè e the
fino a ton 500
da ton 501 a ton 1.000
oltre ton 1.000
    Cioccolato e prodotti a base di latte ottenuti da materia prima trasformata
fino a 500 ton
da 500 a 1.000 ton
oltre 1.000 ton
    Additivi e coloranti alimentari
fino a 100 ton
da 101 a 500 ton
oltre 500 ton
    Operatori del settore alimentari operanti in mercati generali e del settore ortofrutticoli freschi
fino a 500 ton
da 501 a 1.000 ton
oltre 1.000 ton
    Depositi alimentari (*)
    Depositi alimentari per prodotti in regime di freddo e piattaforme di Distribuzione
    Stabilimenti di lavorazione del risone e del riso
fascia unica 1.500 euro
(*) ad esclusione degli stabilimenti utilizzati dalle cooperative e dai consorzi agrari per la fornitura di servizi agli imprenditori agricoli, ai sensi dell’articolo l’articolo 1-bis, comma 13, della Legge 11 agosto 2014 n. 116.


Attività non soggette al pagamento della tariffa annuale ma a singola prestazione da parte dell’ufficiale veterinario

Sono soggetti a specifiche tariffazioni determinate in funzione della singola prestazione dell’ufficiale veterinario:
  • gli impianti di macellazione di carni rosse e bianche;
  • gli impianti di sezionamento;
  • i centri di lavorazione della selvaggina cacciata;
  • la produzione del latte;
  • la produzione e l’immissione in commercio dei prodotti della pesca e dell’acquicoltura;
  • l’importazione di alimenti, mangimi, sottoprodotti di origine animale ed animali vivi.


Definizioni delle attività delle imprese ricomprese nella tabella

Al fine di poter individuare le attività indicate nella tabella di cui sopra, il Ministero del Lavoro ha ritenuto opportuno fornire le definizioni di alcune di queste, al fine di evitare in fraintendimenti da parte degli operatori soggetti alla tariffazione.
Tra le varie definizioni riportate, riteniamo opportuno indicare di seguito quelle che sono d’interesse per le imprese del settore alimentare e relative:
  • alla lavorazione di stomaci, di vesciche e di budella: sono compresi tutti gli stabilimenti che procedono alla lavorazione delle trippe mediante lavaggio, sbiancatura e cottura per la successiva commercializzazione, nonché tutti gli stabilimenti che procedono alla lavorazione delle vesciche e delle budella per la produzione di involucri naturali per gli insaccati o per la commercializzazione per il consumo diretto;
  • ai centri di cottura: sono compresi tutti i centri di cottura che veicolano/distribuiscono un quantitativo di pasti superiore al 50% della produzione annuale a uno o più terminali di distribuzione di altra ditta, ente o istituzione. La tariffa è dovuta sulla base del quantitativo di materie prime in entrata nel centro di cottura;
  • ai molini, ai pastifici, ai panifici e ai prodotti da forno industriali: sono compresi tutti gli stabilimenti che producono farine, paste alimentari, pane e prodotti da forno. Il termine industriale pertanto esclude tutte le attività che commercializzano la propria produzione al dettaglio con una percentuale superiore al 50%;
  • alle pasticcerie: sono compresi tutti gli stabilimenti che producono prodotti dolciari comprese le caramelle, le gomme da masticare, i confetti ecc.. Il termine industriale pertanto esclude tutte le attività che commercializzano la propria produzione al dettaglio con una percentuale superiore al 50%;
  • agli alimenti di origine vegetale non considerati altrove: sono compresi tutti gli stabilimenti di produzione e commercializzazione non specificati nella tabella di cui sopra, quali ad esempio zuccherifici, impianti di lavorazione e confezionamento di funghi, essiccatoi di cereali per l’alimentazione umana ecc. ecc.;
  • ai depositi alimentari, ai depositi alimentari per prodotti in regime di freddo e alle piattaforme di distribuzione: sono compresi tutti i depositi alimentari per la commercializzazione all’ingrosso, nei quali sono detenuti prodotti alimentari e prodotti intermedi di lavorazione. Sono compresi anche i depositi degli spedizionieri specificatamente destinati al deposito di alimenti e i depositi centralizzati delle grandi catene di distribuzione.


Indicazioni per l’applicazione delle tariffe delle imprese ricomprese nella tabella

Le imprese sono soggette al pagamento della tariffa, nel caso in cui queste effettuano l’attività prevalente all’ingrosso con una percentuale, rispetto al dettaglio, superiore al 50%.
La fascia produttiva annua deve essere calcolata sulla base del volume complessivo prodotto (vendita del prodotti all’ingrosso e al dettaglio) nell’anno precedente.
Qualora uno stabilimento svolga più di una attività, la tariffa che deve essere applica è quella relativa all’attività prevalente determinata del numero di riferimento del riconoscimento comunitario o della registrazione.
Nel caso in cui l’azienda abbia riconosciute o registrate più attività, la tariffa deve essere calcolata prendendo in considerazione il volume prodotto o commercializzato dall’attività che si colloca nella fascia più onerosa.


Modalità per il calcolo della fascia produttiva annua per nuovi stabilimenti ricompresi nella tabella

Nel caso di nuovi stabilimenti, l’operatore del settore alimentare deve effettuare una stima dell’entità produttiva prevista nell’anno di riferimento. La determinazione della tariffa deve avvenire mediante la suddivisione in dodicesimi.
L’anno successivo si dovrà provvedere al conguaglio, in positivo o negativo, oltre al pagamento della relativa tariffa.


Determinazione della tariffa

Le tariffe annue forfettarie che devono essere corrisposte per ciascun stabilimento produttivo entro il 31 gennaio di ogni anno, sono determinate mediante autodichiarazione dell’operatore del settore alimentare (OSA) e corrispondono a:
  • 482,00 euro/anno per la fascia A;
  • 964,00 euro/anno fascia B;
  • 1.807,50 euro/anno fascia C.


Modalità del versamento della tariffa

Le modalità per il pagamento della tariffa e le coordinate bancarie sono determinate da ogni Servizio di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione dell’ULSS/ASLL competente per territorio.





Decreto legislativo 194-2008D.lgs. 194-2008D.lgs. 194-2008
Lettera Ministero su applicazione D.lgs. 194-2008Lettera ministero su applicazione  D.lgs. 194-2008Lettera ministero su applicazione D.lgs. 194-2008


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