Associazione Industriali della Provincia di Vicenza - Notizia internet n. VI27267 del 01/29/2018

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Cod. notizia:VI27267


01/29/2018

Pagamenti da parte della P.A. – La legge di Bilancio 2018 riduce a 5.000 euro la soglia oltre la quale la P.A. deve verificare l’assenza di cartelle esattoriali inadempiute a carico dei destinatari

A decorrere dal 1 marzo 2018 è ridotto da 10.000 a 5.000 euro l’importo dei pagamenti, da parte delle pubbliche amministrazioni e delle società a prevalente partecipazione pubblica, la cui effettuazione è subordinata alla previa verifica che il beneficiario degli stessi non risulti inadempiente rispetto all’obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle esattoriali per un ammontare complessivo almeno pari a tale importo.

Approfondimenti

I commi da 986 a 989 dell’art. 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (Legge di Bilancio 2018) intervengono sulla disciplina dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni e delle società a prevalente partecipazione pubblica, contenuta nell’art. 48-bis del DPR 602/1973 e nel decreto ministeriale 18 gennaio 2008, n. 40, che vi ha dato attuazione.

In virtù delle norme sopra richiamate, così come modificate dalla legge di bilancio 2018, le pubbliche amministrazioni e le società prevalente partecipazione pubblica sono tenute a verificare se il beneficiario di un pagamento a qualsiasi titolo (ad esempio: corrispettivo di un appalto pubblico di lavori, forniture o servizi, o di altro contratto passivo della P.A.; incentivo, contributo o finanziamento concesso dalla P.A., ecc.) di importo superiore a 5.000 euro sia o meno inadempiente all’obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento per un ammontare complessivo pari almeno a detto importo.

La disciplina attuativa del sistema relativo alla verifica di regolarità fiscale, limitatamente ai pagamenti delle pubbliche amministrazioni e delle società a totale partecipazione pubblica, è dettata dal DM 18 gennaio 2008 n. 40, il quale prevede che la verifica avvenga mediante accreditamento del soggetto pagatore e accesso da parte di quest’ultimo al portale di Equitalia Servizi Spa (dal 1 luglio 2017 Agenzia delle Entrate – Riscossione).

Qualora Agenzia delle Entrate - Riscossione non dia riscontro entro cinque giorni, ovvero risponda comunicando che non risulta alcun inadempimento, la pubblica amministrazione o la società a totale partecipazione pubblica possono procede al pagamento a favore del beneficiario (art. 3, comma 1, DM 40/2008).

Qualora, invece, Agenzia delle Entrate - Riscossione attesti l’esistenza di un credito erariale oggetto di cartella di pagamento, è tenuta altresì a comunicare l’intenzione dell’agente della riscossione di procedere alla notifica dell’ordine di versamento di cui all’articolo 72 bis del DPR 602/1973 (art. 3, comma 2, DM 40/2008).

Tale comunicazione comporta la sospensione, per i 60 giorni successivi (termine raddoppiato dalla legge di bilancio 2018), della possibilità per il soggetto pubblico di procedere, fino alla concorrenza dell’ammontare del debito erariale oggetto di comunicazione, al pagamento in favore del beneficiario (art. 3, comma 4 DM 40/2008)

Qualora poi l’ordine di versamento ex articolo 72 bis non intervenga entro il termine di sospensione di 60 giorni, il soggetto pubblico è tenuto a procedere al pagamento delle somme spettanti al beneficiario (art. 3, comma 6, DM 40/2008).

Le modifiche introdotte dalla legge di bilancio 2018 trovano applicazione dal 1 marzo 2018.






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