Associazione Industriali della Provincia di Vicenza - Notizia internet n. VI27354 del 02/14/2018

Cerca nel nostro sito




Home > Notiziario

Notiziario

Cod. notizia:VI27354


02/14/2018

Accise ed IVA: la Legge di Bilancio 2018 intende contrastare l’evasione delle imposte sui carburanti per autotrazione

Per i carburanti introdotti nei depositi fiscali o stoccati presso i depositari registrati, l’immissione in consumo o l’estrazione dal deposito è subordinata al versamento dell’IVA da parte del proprietario depositante, senza possibilità di compensazione. Viene introdotto un particolare regime abilitativo nel settore della logistica di tali prodotti. Anche con queste misure innovative la Legge di Bilancio 2018 intende contrastare l’evasione delle accise e dell’IVA sui carburanti per autotrazione.

Approfondimenti

La Legge di Bilancio 2018 introduce un insieme di norme finalizzate a contrastare l’evasione dell’IVA e delle accise sui carburanti per autotrazione. Un primo commento di massima di queste disposizioni è stato fornito dall’Agenzia delle Dogane con la Nota del 7 febbraio 2018, n. 4716/RU.

Si possono raggruppare le nuove disposizioni in due insiemi, i commi da 937 a 943 (paragrafo 1) ed i commi da 945 a 959 (paragrafo 2), che ricapitoliamo di seguito.

1) Disposizioni di contrasto alle frodi nel settore dei carburanti (articolo 1, commi 937-943)

I commi da 937 a 943 della Legge di Bilancio per il 2018 (legge n.205/2017) introducono norme di contrasto all’evasione fiscale nel settore della commercializzazione e distribuzione dei carburanti. L’introduzione di tali misure finalizzate al contrasto delle frodi nel settore degli olii minerali risponde alle numerose richieste presentate, negli ultimi anni, dalle imprese del settore, al fine di fronteggiare la concorrenza del mercato parallelo di combustibili che circolano senza assolvere le imposte (IVA ed accise) (Nota di Confindustria del 10 gennaio 2018).

L’Agenzia delle Dogane (citata Nota n.4716/RU/2018) spiega, a sua volta, che tali disposizioni trovano la loro ragion d’essere in casi di frode, nei quali sono risultati coinvolti soggetti operanti nella vendita di benzina e gasolio per autotrazione, introdotti e stoccati in depositi gestiti da imprese terze, e consistenti nel mancato assolvimento dell’IVA da parte dei proprietari dei prodotti, al momento dell’immissione in consumo o dell’estrazione per loro conto, rispettivamente dai “depositi fiscali” o dai depositi commerciali esercitati da soggetti aventi anche la qualifica di “destinatari registrati”.

Queste nuove disposizioni si applicano a decorrere dal 1º febbraio 2018 (comma 642), fermo restando che le modalità attuative sono demandate ad un decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, che avrebbe dovuto essere emanato entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di Bilancio (1° gennaio 2018).

Il comma 937 prevede che la benzina o il gasolio destinati ad essere utilizzati come carburanti per motori (oltrechè gli altri carburanti o combustibili da individuare con un futuro decreto ministeriale), possano essere
  • immessi in consumo da un “deposito fiscale” (articolo 23 del Dlgs n.504/1995, Testo Unico delle accise o TUA), oppure
  • estratti dal deposito di un “destinatario registrato” (articolo 8, TUA), in cui fossero stati precedente introdotti,
a condizione che sia avvenuto il versamento dell’IVA con modello F24, senza possibilità di compensazione, eseguito dal soggetto per conto del quale il gestore dei predetti depositi ha custodito i prodotti in questione ed in seguito procede ad immetterli in consumo o ad estrarli dal proprio deposito.

In altre parole, per assicurare il versamento dell’IVA, viene stabilito, in relazione alla benzina ed al gasolio usati come carburante per motori per autotrazione, introdotti in un deposito fiscale o in un deposito di un destinatario registrato, che la relativa immissione in consumo o estrazione sia condizionata all’assolvimento dell’IVA da parte del soggetto per conto del quale l’operazione viene effettuata (Nota dell’Agenzia delle Dogane n. 4716/RU/2018).

La base imponibile, che include l’ammontare dell’accisa prevista per lo specifico prodotto, è costituita dal corrispettivo o valore relativo all’operazione di introduzione ovvero dal corrispettivo o valore relativo all’ultima cessione effettuata durante la loro custodia nel deposito; la base imponibile è sempre aumentata, se non già compreso, dell’importo relativo alle eventuali prestazioni di servizi delle quali i beni stessi abbiano formato oggetto durante la giacenza fino al momento dell’estrazione. Non vi concorre l’eventuale importo sul quale sia stata versata l’IVA in dogana all’atto dell’importazione.

Il comma 938 dispone che la ricevuta di versamento dev’essere consegnata in originale al gestore del deposito, per consentire di operare l’immissione in consumo o l’estrazione dei prodotti; in mancanza di tale ricevuta di versamento, il gestore del deposito è solidalmente responsabile dell’IVA non versata.

I riferimenti del mod. F24 con cui è stato eseguito il versamento, vanno indicati nel DAS (vale a dire nel documento di accompagnamento di cui all’articolo 12, comma 1, del citato TUA) emesso dal depositario autorizzato o dal destinatario registrato per la circolazione dei prodotti. In proposito, l’Agenzia delle Dogane ha già precisato che gli estremi del pagamento devono essere indicati nel riquadro 14 del documento, salvo che nel medesimo riquadro non si faccia richiamo ai particolari casi di esonero previsti nei commi 940 e 941 (di seguito riassunti), indicando altresì gli estremi dell’eventuale garanzia (Nota dell’Agenzia delle Dogane n. 4716/RU/2018).

In base al comma 939, sono effettuate senza pagamento dell’IVA le cessioni dei prodotti in discorso che intervengano durante la loro custodia nei depositi.

Il comma 940 prevede che, per i prodotti introdotti a seguito di un acquisto intracomunitario, nei depositi considerati, le disposizioni fin qui riassunte (di cui ai commi 937, 938 e 939) si applicano, anche qualora il “deposito fiscale”, sia utilizzato come deposito IVA (articolo 50-bis del DL n.331/1993), salvo il caso in cui l’immissione in consumo dal medesimo deposito fiscale sia effettuata per conto di un soggetto
  • che integri i criteri di affidabilità stabiliti con il decreto ministeriale attuativo (decreto di cui al comma 942), oppure
  • che presti idonea garanzia con le modalità ed i termini stabiliti con il medesimo decreto attuativo, il quale introdurrà anche l’attestazione da fornire al gestore del deposito, in alternativa alla ricevuta del versamento prevista al comma 938, al fine di operare l’immissione in consumo dei prodotti.

Il comma 941 disciplina le ipotesi in cui le disposizioni in parola (commi 937, 938 e 939) non si applicano; si tratta dei seguenti casi:
  • prodotti di cui al comma 937 di proprietà del gestore del deposito dal quale sono immessi in consumo o estratti;
  • prodotti di cui al comma 937 immessi in consumo da un deposito fiscale per conto di un soggetto, titolare di un diverso deposito fiscale avente capacità non inferiore ai valori stabiliti dall’articolo 23, comma 3, del TUA (di norma 3.000 metri cubi), e che integri i criteri di affidabilità stabiliti con il decreto ministeriale attuativo (decreto di cui al comma 942);
  • prodotti di cui al medesimo comma 937, immessi in consumo da un deposito fiscale avente capacità non inferiore ai predetti valori, per conto di un soggetto che presti idonea garanzia con le modalità e i termini stabiliti sempre con il medesimo decreto attuativo (di cui al comma 942).

2) Stoccaggio di prodotti energetici presso depositi di terzi (articolo 1, commi 945-959)

I commi 945-959 definiscono, a loro volta, un particolare regime autorizzatorio nel settore della logistica petrolifera per la commercializzazione e distribuzione dei carburanti, che mira all’identificazione di tutti i soggetti che operano presso i depositi. A questo scopo, disciplinano, i principi e le condizioni per la richiesta dell’autorizzazione allo stoccaggio di “prodotti energetici” presso depositi di terzi (ricordiamo che la categoria dei “prodotti energetici”, che include i carburanti, è definita dall’articolo 21 del TUA, Testo Unico delle accise, Dlgs n.504/1995).

L’attuazione delle disposizioni è espressamente demandata dal comma 957 ad un decreto del Ministro dell’economia e delle finanze da adottare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di Bilancio (1° gennaio 2018); mentre il comma 958 prevede che, con determinazione del Direttore dell’Agenzia delle Dogane, siano stabilite prescrizioni di maggior dettaglio in ordine agli ulteriori dati da riportare obbligatoriamente nel documento di accompagnamento per la circolazione dei prodotti ad accisa assolta (DAS), nonché ai dati delle contabilità dei soggetti obbligati d’accisa, da trasmettere in forma telematica agli Uffici.

Secondo il comma 959, le norme in parola acquistano efficacia dal sessantesimo giorno successivo a quello di entrata in vigore del decreto attuativo.

In base al comma 945, il soggetto che intende avvalersi, per lo stoccaggio di prodotti energetici, di un “deposito fiscale” o del deposito di un “destinatario registrato”, dei quali non sia il titolare, dev’essere preventivamente autorizzato dall’Agenzia delle Dogane, previa presentazione di apposita istanza. L’autorizzazione concessa ha validità biennale ed ai soggetti autorizzati, è attribuito un codice identificativo. Il comma 953 prevede che l’autorizzazione sia soggetta al medesimo diritto annuale previsto per la licenza di esercizio del deposito fiscale di prodotti energetici (art. 63, comma 2, lett. a) del TUA; attualmente, pari ad euro 258,23).

Il comma 946 stabilisce che, per i soggetti che risultino già titolari di un “deposito fiscale” di prodotti energetici, l’autorizzazione suddetta sia sostituita da una comunicazione, avente validità annuale, da trasmettere all’Agenzia delle Dogane, prima di iniziare l’attività di cui al comma 945. L’efficacia di tale comunicazione è comunque vincolata alla permanenza delle condizioni richieste per la vigenza dell’autorizzazione ovvero della licenza, già ottenute per l’esercizio del deposito fiscale. Il comma 948 stabilisce i casi in cui l’autorizzazione possa essere negata o revocata, mentre il comma 949 ne disciplina la sospensione; tali decisioni devono essere comunicate ai depositari autorizzati o ai destinatari interessati (comma 951).

Il comma 947 dispone che l’attività di stoccaggio per cui viene accordata l’autorizzazione o effettuata la comunicazione è vincolata al rilascio di un atto di assenso da parte del depositario autorizzato o destinatario registrato ed è subordinata all’acquisizione, da parte dell’Ufficio delle dogane territorialmente competente, esclusivamente per il tramite dei predetti esercenti, del medesimo atto di volontà, la cui assenza pertanto preclude ogni concreto effetto dell’autorizzazione o comunicazione medesima (Nota n. 4716/RU/2018, citata).

Il comma 955 precisa che sono fatte salve le disposizioni del Testo unico delle accise (Dlgs n.504/1995), con particolare riferimento a quelle relative all’individuazione dei soggetti obbligati al pagamento dell’accisa e della contabilizzazione dei prodotti presso i depositi fiscali (di cui all’articolo 23 del TUA).

Il comma 956 si occupa degli aspetti sanzionatori, prevedendo che, ferma restando l’applicazione delle pene previste per le violazioni che costituiscono reato, per le infrazioni alle disposizioni di cui ai commi da 945 a 959 si applica la sanzione amministrativa da 1.000 euro a 10.000 euro; e che il depositario autorizzato o il destinatario registrato che consente lo stoccaggio ovvero procede all’estrazione di prodotti energetici di depositanti privi dell’autorizzazione di cui al comma 945 ovvero che non abbiano effettuato la comunicazione di cui al comma 946 ovvero la cui autorizzazione o comunicazione non sia più efficace al momento dello stoccaggio o dell’estrazione dei prodotti energetici, è responsabile solidale per il pagamento dell’IVA afferente ai medesimi prodotti.





Legge 27 dicembre 2017 n. 205, commi 937 - 959, pubblicata sul Supplemento Ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre 2017Commi 937-959.pdfCommi 937-959.pdf
Nota dell'Agenzia delle Dogane prot. n. 4716/RU/2018 del 7 febbraio 2018Nota Dogane.pdf
Testo Unico Accise, Dlgs n. 504 del 26 ottobre 1995, articolo 8Dlgs n.504 - Art.8.pdf
Testo Unico Accise, Dlgs n. 504 del 26 ottobre 1995, articolo 21Dlgs n.504 - Art.21.pdf
Testo Unico delle Accise Dlgs n. 504 del 26 ottobre 1995, articolo 23Dlgs n.504 - Art.23.pdf


© Confindustria Vicenza - 2018



Altre notizie sull'argomento

Per maggiori informazioni rivolgersi:
Area Fiscale
Piazza Castello, 3 - 36100 Vicenza
tel. 0444 232500 - fax 0444 526155
email: fisco@confindustria.vicenza.it