Associazione Industriali della Provincia di Vicenza - Notizia internet n. VI27708 del 05/02/2018

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Cod. notizia:VI27708


05/02/2018

Rifiuti: la Commissione europea ha emanato una comunicazione con orientamenti tecnici sulla classificazione dei rifiuti

La Commissione Europea ha emanato la comunicazione 2018/C124/01  con cui fornisce orientamenti tecnici sulla classificazione dei rifiuti al fine di interpretare ed applicare in modo corretto la normativa europea. In particolare la corretta classificazione dei rifiuti consente di ottemperare correttamente agli obblighi che derivano dalla gestione dei rifiuti stessi, quali, ad esempio, l'etichettatura, l'imballaggio, il trattamento cui sottoporlo, gli obblighi di tracciabilità, il divieto di miscelazione, ecc.

Approfondimenti

La comunicazione(1) si compone di 3 capitoli e 4 allegati:
  • capitolo 1: indicazioni generali sulla classificazione dei rifiuti;
  • capitolo 2: cenni sulla normativa europea che hanno rilevanza per la classificazione dei rifiuti;
  • capitolo 3: procedura per la classificazione dei rifiuti;
  • allegato 1: elenco dei rifiuti
  • allegato 2: fonti di dati e informazioni sulle sostanze pericolose che possono avere rilevanza per la classificazione dei rifiuti;
  • allegato 3: indicazioni sulle modalità di determinazione delle specifiche caratteristiche di pericolo da HP1 a HP15
  • allegato 4: indicazioni sulle metodiche e le strategie di campionamento ed analisi di laboratorio dei rifiuti

Destinatari della comunicazione

La comunicazione è destinata
  • alle autorità nazionali e locali
  • alle imprese

Principi di base per una corretta classificazione dei rifiuti

La comunicazione della Commissione chiarisce che per una corretta classificazione dei rifiuti, cioè per definire se un rifiuto è pericoloso o non pericoloso sulla base della direttiva(2),  è necessario attribuirgli un codice dell'elenco europeo dei rifiuti(3).

Il codice europeo dei rifiuti  (CER) viene individuato nell'ambito dei 20 capitoli dell'elenco seguendo il seguente ordine di precedenza:
  1. capitoli da 01 a 12 e da 17 a 20: che individuano i rifiuti secondo la fonte, cioè le tipologie di attività, che li generano;
  2. capitoli da 13 a 15: che individuano specifiche tipologie di rifiuti, oli, solventi e imballaggi;
  3. capitolo 16: che individua rifiuti non specificati altrimenti, includendo però anch'esso specifiche tipologie di rifiuti quali i veicoli fuori uso, i RAEE, le batterie, ecc.

Una volta attribuito il codice europeo al rifiuto si possono verificare 3 situazioni:
  1. al rifiuto è attribuito un codice di "non pericolo assoluto" ( individuato nell'elenco dei CER di cui all'allegato 1 alla comunicazione con la sigla ANH= absolute non hazardous): a questo rifiuto non possono essere assegnate voci di pericolo e questo rifiuto è non pericoloso senza necessità di ulteriore valutazione;
  2. al rifiuto è attribuito un codice di "pericolo assoluto" ( individuato nell'elenco dei CER di cui all'allegato 1 alla comunicazione con la sigla AH= absolute hazardous e segnalato con asterisco): questo rifiuto è considerato sempre pericoloso e vanno determinate le caratteristiche di pericolo possedute dal rifiuto individuando le sostanze in esso contenute e le relative concentrazioni con riferimento ai valori limite per l'attribuzione della caratteristica di pericolo HP definite dal regolmento (UE) n. 1357/2014, seguendo il medesimo percorso previsto per i rifiuti di cui al successivo punto 3);
  3. al rifiuto possono essere attribuiti due o più codici dell'elenco di cui una (o più di una) è pericolosa. Questi rifiuti sono individuati nell'elenco dei CER di cui all'allegato 1 alla comunicazione con le sigle:
    • MNH (mirror non hazardous): codice a specchio non pericoloso
    • MH (mirror hazardous): codice a specchio pericoloso - segnalato con asterisco
    In questo caso è necessario intraprendere una valutazione approfondita per assegnare il codice corretto sulla base della presenza o meno nel rifiuto di sostanze che lo possono rendere pericoloso.

Informazioni per valutare la pericolosità del rifiuto


La comunicazione della Commissione, nello specificare il percorso logico da seguire per attribuire correttamente il codice al rifiuto, nel caso sia individuato uno o  più codici a specchio (oppure nel caso si debba definire la pericolosità di un codice di pericolo assoluto) elenca(4) quali informazioni sono necessarie per una corretta e quanto più completa valutazione del rifiuto:
  • informazioni sulla chimica/sul processo di produzione che genera il rifiuto e sulle sostanze in ingresso: è prioritaria l'acquisizione di tutti gli elementi di conoscenza connessi con le sostanze ed i materiali in ingresso utilizzati nel processo che ha generato il rifiuto;
  • sulla base dell'acquisizione della conoscenza di queste sostanze o materiali, si dovranno acquisire le informazioni dei produttori delle sostanze attraverso le schede dati di sicurezza, le etichettature dei prodotti o le schede di prodotto;
  • se disponibili nello Stato membro, si acquisiranno anche informazioni dalle banche dati sulle analisi dei rifiuti(5);
  • solo a valle di questo percorso conoscitivo, se necessario, si procederà al campionamento ed analisi del rifiuto per definire le concentrazioni della singola sostanza. L'analisi chimica di laboratorio viene prevista nell'eventualità in cui le informazioni derivate dalle schede di sicurezza, dalle etichette, dalla conoscenza del processo di generazione del rifiuto  e da altre banche dati non siano sufficienti per consentire una valutazione delle caratteristiche di pericolo del rifiuto(6), mentre in molti casi, dove tali informazioni sono disponibili e sufficienti non si rende necessario svolgere campionamenti, analisi chimiche e test(7).
Si rende perciò evidente che, al fine della valutazione di pericolosità di un rifiuto per determinarne la corretta codifica, a fronte di possibili codici “a specchio”, l’analisi chimica di laboratorio è una pratica del tutto eventuale secondo le indicazioni della Commissione e non costituisce affatto, come oggi viene usualmente applicato nella prassi in Italia, elemento probatorio della pericolosità/non pericolosità di un rifiuto.

Sulla base delle frasi di pericolo H, attribuite alla singola sostanza secondo le regole stabilite per la classificazione delle sostanze e delle miscele(8), si dovranno calcolare le concentrazioni presenti nel rifiuto; tali concentrazioni si confronteranno con  i valori, previsti per singola frase H, nel regolamento (UE) n. 1357/2014, raggiunti i quali vanno attribuite al rifiuto le specifiche caratteristiche di pericolo HP. In caso di codici a specchio, qualora al rifiuto non sia attribuibile alcuna caratteristica di pericolo, si sceglierà il corrispondente codice CER non pericoloso.
L'allegato 3 alla comunicazione per ogni singola caratteristica di pericolo HP indica il percorso logico per definire se viene o meno superata la percentuale che, per singola frase di pericolo, rende pericoloso il rifiuto.


Precisazioni sulla normativa di riferimento


La comunicazione della Commissione passa in rassegna la normativa di riferimento per la classificazione dei rifiuti e a tal proposito stabilisce:
  • per quanto riguarda la direttiva quadro sui rifiuti(9): che solo gli Stati membri sono tenuti a notificare alla Commissione i casi in cui rifiuti pericolosi non presentano alcuna caratteristica di pericolo e viceversa rifiuti pericolosi presentano caratteristiche di pericolo per cui l'elenco europeo dei rifiuti possa essere eventualmente adeguato; gli operatori economici o altri soggetti privati non sono considerati Stati membri;
  • per quanto riguarda la direttiva sulle discariche, che con la decisione 2003/33/CE definisce i criteri di ammissibilità dei rifiuti nelle diverse categorie di scarica: "le analisi effettuate nel quadro dei criteri di ammissione dei rifiuti non possono in genere essere utilizzate per la classificazione dei rifiuti a norma dell'elenco dei rifiuti"(10); viene infatti chiarito che la classificazione dei rifiuti come pericolosi o non pericolosi, secondo i principi della direttiva quadro sui rifiuti (9), non deve essere confusa con la valutazione dei rifiuti al fine di determinare la conformità rispetto ai criteri di ammissione dei rifiuti nelle diverse tipologie di discariche, essendo valutazioni diverse con fini diversi;
  • per quanto riguarda il regolamenti ReAch(11),  viene chiarito che "un rifiuto non è nè una sostanza, bè un articolo, nè una miscela, ma le informazioni generate per le sostanze e le miscele, così come per gli articoli, possono essere pertinenti per la  classificazione dei rifiuti fornendo le informazioni di partenza per la valutazione”;
  • per quanto riguarda il regolamento "CLP" sulla classificazione, etichettatura ed imballaggio delle sostanze e delle miscele(12), viene chiarito che i rifiuti non sono nè sostanze nè miscele, ma le caratteristiche di pericolo delle sostanze e delle miscele stabilite secondo il regolamento CLP sono pertinenti al fine di definire le frasi di pericolo H e le concentrazioni che per singola sostanza possono rendere il rifiuto pericoloso o meno secondo il regolamento (CE) n.1357/2014;
  • per quanto riguarda la "direttiva Seveso"(13), viene chiarito che si applica anche ai rifiuti: gli operatori che manipolano sostanze pericolose previste nella direttiva Seveso, in quantità superiori alle soglie della direttiva Seveso stessa, devono classificare i rifiuti come miscele sulla base delle loro proprietà ai fini dell'applicazione di detta direttiva.

Rifiuti di composizione sconosciuta

La comunicazione della Commissione(14), dopo aver dato le indicazioni relative alle informazioni da considerare ai fini della classificazione dei rifiuti, prende in considerazione il caso in cui le informazioni raccolte sulla composizione dei rifiuti da parte di un "operatore" (quindi non del produttore, che invece deve conoscere tutto in merito al processo che genera il rifiuto) non consentano di valutare le caratteristiche di pericolo dei rifiuti nè mediante calcolo, nè mediante l'esecuzione di prove(15): in questo caso "l'operatore prende in considerazione la possibilità di classificare i rifiuti come pericolosi (se necessario previa consultazione con l'autorità competente)".
Da ciò risulta evidente che la Commissione intende il percorso di classificazione, in questi casi, come un percorso incerto che prevede un accordo ed un dialogo con la pubblica amministrazione, approccio del tutto innovativo per l’Italia.

Nell'allegato 4 al par. 4.2.1 viene definito come stabilire lo "scenario realistico più sfavorevole" "nel caso in cui il detentore del rifiuto disponga di qualche conoscenza in merito agli elementi del rifiuto ma non alle sostanze presenti nello stesso, si suggerisce di utilizzare il concetto di determinazione delle sostanze secondo uno scenario realistico corrispondente allo "scenario realistico più sfavorevole" per ciascun elemento identificato. Tali sostanze relative allo scenario più sfavorevole dovrebbero essere determinate per ciascuna caratteristica di pericolo e successivamente dovrebbero essere utilizzate per la valutazione delle caratteristiche di pericolo. Le sostanze relative allo scenario realistico più sfavorevole dovrebbero essere determinate tenendo conto delle sostanze che potrebbero essere ragionevolmente presenti nei rifiuti".E’ opportuno notare come la Commissione suggerisca di utilizzare il metodo dello scenario realistico più sfavorevole; si tratta di un suggerimento che sottende al concetto della ragionevolezza e che senz’altro toglie qualsiasi dubbio rispetto alla fattibilità di un’analisi di laboratorio che contempli il totale della composizione del rifiuto, focalizzando la ricerca sulle sostanza che potrebbero essere ragionevolmente presenti.


Elenco dei rifiuti con individuazione dei codici assoluti e a specchio


L'allegato 1 alla comunicazione della Commissione propone un elenco dei codici CER "commentato", definendo cioè codice per codice se si tratta di
  • codice di pericolo assoluto: identificato con la sigla AH (absolute hazardous) oltre che con l'asterisco;
  • codice di non pericolo assoluto: identificato con la sigla ANH (absolute non hazardous);
  • codice specchio: suddiviso in
    MH (mirror hazardous): codice a specchio pericoloso, individuato con asterisco
    MNH (mirror non hazardous) codice a specchio non pericoloso.

Va segnalato che al par. 1.2.1 dell'allegato viene precisato che "l'interpretazione dei tipi di voce riportata nel seguente elenco dei rifiuti commentato è una delle interpretazioni possibili che tiene conto in maniera equilibrata delle opinioni formulate da diversi Stati membri. Esistono interpretazioni diverse a livello di Stato membro e anch'esse possono essere consultate". Vengono infatti riportate a fianco delle sigle AH, MH, MNH le lettere
  • A ad indicare l'interpretazione diversa del BMU, documento di orientamento della Germania;
  • B ad indicare l'interpretazione diversa del documento di orientamento del Regno Unito;
  • C ad indicare l'interpretazione per i codici XX XX 99 di alcuni Stati che li considerano voci a specchio di non pericolo (MNH).
L’elenco dei codici CER così commentato è quindi una delle possibili interpretazioni e non l’unica, dato il molteplice diverso orientamento già presente in ambito UE:

Classificazione problematica - esempi

L'allegato 1, par. 1.3 esamina alcuni casi in cui l'attribuzione del codice nell'ambito delle voci a specchio può risultare problematica ed approfondisce
  • i rifiuti di imballaggio, distinguendo gli imballaggi con residui minimi da imballaggi con residui di materiale;
  • i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche - RAEE;
  • i rifiuti costituiti da veicoli fuori uso;
  • i rifiuti contenenti sostanze che riducono lo strato di ozono;
  • i rifiuti contenenti amianto;
  • i rifiuti contenenti ossido di calcio e idrossido di calcio;
  • i rifiuti contenenti metalli e loro leghe;
  • i rifiuti della gomma;
  • i rifiuti in plastica;
  • i rifiuti contenenti inquinanti organici persistenti (POPs).

NOTE
(1) Comunicazione 2018/C124/01, pubblicata su GUCE del 9 aprile 2018
(2) L’art. 3, par 2, della direttiva 2008/98/CE definisce "rifiuto pericoloso: rifiuto che presenta una o più caratteristiche di pericolo di cui all'allegato III"  - ricordando che l'allegato III alla direttiva oggi è stato sostituito dall'allegato al regolamento (UE) 1357/2014
(3) L'elenco europeo dei rifiuti è stato definito con la decisione 2000/532/CE modificata alla decisione 2014/955/UE.
(4) Al capitolo 3, par 3.2.1 della comunicazione
(5) Disponibili ad esempio in Germania
(6) Vedi allegato 4 alla comunicazione della Commissione, par. 4.2
(7) Introduzione all'allegato 4 della comunicazione della Commissione
(8) La classificazione delle sostanze e delle miscele è definita sulla base del Regolamento  (CE) n. 1272/2008
(9) Direttiva 2008/98/CE
(10) Capitolo 2, par. 2.1.4 della comunicazione della Commissione
(11) Regolamento (CE) n. 1907/2006
(12) Regolamento (CE) n. 1272/2008
(13) Direttiva 2012/18/UE
(14) Al capitolo 3, par. 3.2.1
(15) Le prove, pur prevalendo sull'analisi chimica di laboratorio, non sono possibili per verificare tutte le caratteristiche di pericolo da HP1 a HP15, ma solo alcune tipologie come esplosività, corrosività, infiammabilità, ecotossicità, ecc.





Comunicazione della Commissione — Orientamenti tecnici sulla classificazione dei rifiuti (2018/C 124/01)classificazione rifiuti UE.pdf


© Confindustria Vicenza - 2018



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