Associazione Industriali della Provincia di Vicenza - Notizia internet n. VI27741 del 05/10/2018

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Cod. notizia:VI27741


05/10/2018

Prodotti alimentari. Immissione in commercio di un nuovo prodotto (Reg. UE n. 2018/456).

Con Regolamento UE n. 2018/456, la Commissione europea ha previsto le modalità con le quali l’operatore del settore alimentare che non è sicuro se l’alimento che intende immettere sul mercato dell’Unione rientri o meno nell’ambito di applicazione della normativa che regolamenta l’immissione sul mercato e l’uso di nuovi alimenti nell’Unione (Reg. UE n. 2015/2283), deve consultare lo Stato membro in cui intende immettere sul mercato per la prima volta il nuovo alimento, al fine di avere indicazioni in merito.

Approfondimenti

La Commissione Europea, con Regolamento del 19 marzo 2018 n. 456, ha previsto le fasi procedurali del processo di consultazione per la determinazione dello status di nuovo alimento.
Il Regolamento è entrato in vigore il 9 aprile 2018.


Nozione di nuovo alimento

Si ricorda che per nuovo alimento, si intende qualunque alimento non utilizzato in misura significativa per il consumo umano nell’Unione prima del 15 maggio 1997, a prescindere dalla data di adesione all’Unione degli Stati membri, e che rientra in almeno una delle seguenti categorie:
  • alimenti con una struttura molecolare nuova o volutamente modificata che non era utilizzata come alimento o in un alimento nell’Unione prima del 15 maggio 1997;
  • alimenti costituiti, isolati o prodotti da microorganismi, funghi o alghe;
  • alimenti costituiti, isolati o prodotti da materiali di origine minerale;
  • alimenti costituiti, isolati o prodotti da piante o da parti delle stesse, ad eccezione degli alimenti che vantano una storia di uso sicuro come alimento nell’Unione e sono costituiti, isolati o prodotti da una pianta o una varietà della stessa specie ottenuta mediante:
    • pratiche tradizionali di riproduzione utilizzate per la produzione alimentare nell’Unione prima del 15 maggio 1997;
    oppure
    • pratiche non tradizionali di riproduzione non utilizzate per la produzione alimentare nell’Unione prima del 15 maggio 1997 qualora tali pratiche non comportino cambiamenti significativi nella composizione o nella struttura dell’alimento tali da incidere sul suo valore nutritivo, sul metabolismo o sul tenore di sostanze indesiderabili;
  • alimenti costituiti, isolati od ottenuti a partire da animali o da parti dei medesimi, ad eccezione degli animali ottenuti mediante pratiche tradizionali di riproduzione utilizzate per la produzione alimentare nell’Unione prima del 15 maggio 1997 qualora tali alimenti ottenuti da detti animali vantino una storia di uso sicuro come alimento nell’Unione;
  • alimenti costituiti, isolati o prodotti a partire da colture cellulari o di tessuti derivanti da animali, piante, microorganismi, funghi o alghe;
  • alimenti risultanti da un nuovo processo di produzione non usato per la produzione di alimenti nell’Unione prima del 15 maggio 1997, che comporti cambiamenti significativi nella composizione o nella struttura dell’alimento che incidono sul suo valore nutritivo, sul metabolismo o sul tenore di sostanze indesiderabili;
  • alimenti costituiti da nanomateriali ingegnerizzati;
  • vitamine, minerali e altre sostanze utilizzate :
    • risultanti da un processo di produzione non utilizzato per la produzione alimentare nell’Unione prima del 15 maggio 1997;
    oppure
    • contenenti o costituiti da nanomateriali ingegnerizzati;
  • alimenti utilizzati esclusivamente in integratori alimentari nell’Unione prima del 15 maggio 1997, se destinati ad essere utilizzati in alimenti diversi dagli integratori alimentari.

Altre disposizioni previste dal Regolamento 2018/456

Più in dettaglio il nuovo Regolamento dispone che:
  • non possono essere immessi sul mercato dell’Unione i nuovi alimenti in quanto tali o utilizzati nei o sugli alimenti, se non sono stati autorizzati e inseriti in un apposito elenco (detto elenco dell’Unione). L’elenco in questione è stato predisposto con il Regolamento UE n. 2017/2470;
  • nel caso in cui l’operatore del settore alimentare non è sicuro che l’alimento che intende immettere sul mercato dell’Unione rientri nell’ambito di applicazione della normativa che regolamenta l’immissione sul mercato e l’uso di nuovi alimenti nell’Unione, deve consultare lo Stato membro in cui intende immettere sul mercato per la prima volta il nuovo alimento;

Con riguardo alle procedure che l'operatore del settore alimentare deve seguire, la Commissione europea ha fornito specifiche indicazioni in ordine a:
  • alla richiesta di consultazione che l’operatore del settore alimentare deve trasmettere per via elettronica allo Stato membro ove il prodotto verrà commercializzato, nel caso non sia sicuro che l’alimento che intende immettere sul mercato dell’Unione rientri nell’ambito di applicazione della normativa che regolamenta l’immissione sul mercato e l’uso dei nuovi alimenti nell’Unione.
    In particolare la richiesta in questione consiste in una lettera di accompagnamento il cui fac-simile è riportato nell’allegato I del Regolamento in questione, e dall’invio anche di:
    • un fascicolo tecnico contenente tutte le informazioni necessarie a consentire allo Stato membro destinatario di raggiungere una conclusione in merito allo status di nuovo alimento, redatto conformemente al modello riportato nell’allegato II del Regolamento in questione;
    • documenti giustificativi;
    • una nota esplicativa che chiarisca le finalità e la pertinenza della documentazione presentata;
  • le procedure che lo Stato membro deve adottare al ricevimento della richiesta di consultazione per:
    • verificare se la domanda pervenuta è stata presentata correttamente e, in caso in cui siano state presentate informazioni insufficienti, le modalità per integrarla;
    • verificare se l’alimento rientri o meno nell’ambito di applicazione della normativa che regolamenta l’immissione sul mercato e l’uso di nuovi alimenti nell’Unione. In caso positivo lo Stato membro comunica l’approvazione del nuovo alimento all’operatore, agli altri Stati membri e alla Commissione europea, la quale provvede a pubblicare lo status di nuovo alimento sul proprio sito web;
  • le procedure che lo Stato membro deve adottare al ricevimento della richiesta di consultazione nel caso in cui l’operatore alimentare richieda il rispetto della riservatezza dei dati forniti.

Infine ricordiamo che, per poter immettere sul mercato dell’Unione l’alimento oggetto di consultazione, l’operatore del settore alimentare deve presentare apposita domanda alla Commissione europea, secondo quanto stabilito dal Regolamento UE 2017/2469, il quale ha previsto i requisiti amministrativi e scientifici necessari per ottenere l’autorizzazione all’immissione sul mercato dell’Unione di un nuovo alimento.





Regolamento UE n 456-2018.pdfRegolamento UE n 456-2018.pdf

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