Associazione Industriali della Provincia di Vicenza - Notizia internet n. VI27890 del 06/14/2018

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Cod. notizia:VI27890


06/14/2018

IVA: con la pubblicazione delle norme attuative, diviene operativo il nuovo istituto del “Gruppo IVA”

Nell’ordinamento tributario, è stato introdotto l’istituto del Gruppo IVA. Per effetto di una specifica opzione, le imprese che vi aderiscono, pur giuridicamente indipendenti, ma strettamente vincolate tra loro da rapporti finanziari, economici ed organizzativi, saranno considerate come un unico soggetto passivo d’imposta.


In base alle recenti norme attuative, in sede di prima applicazione delle nuove disposizioni, la dichiarazione per la costituzione del Gruppo IVA avrà effetto dal 2019, se presentata entro il 15 novembre 2018.

Approfondimenti

La Legge di Bilancio per il 2017 (legge n.232/2016, art.1, commi da 24 a 26) ha introdotto nell’ordinamento tributario l’istituto del Gruppo IVA, mediante l’inserimento nel DPR 26 ottobre 1972, n.633 (“legge IVA”) del nuovo titolo V-bis, che comprende gli articoli da 70-bis a 70-duodecies.

Con queste norme, il legislatore italiano ha esercitato la facoltà accordata agli Stati della UE dalla “direttiva IVA” (direttiva 2006/112/CE, art.11) di considerare come un unico soggetto passivo d’impostale persone stabilite nel territorio dello stesso Stato membro che siano giuridicamente indipendenti, ma strettamente vincolate fra loro da rapporti finanziari, economici ed organizzativi”.

Prima di analizzare i tratti salienti delle norme recate dai nuovi articoli del titolo V-bis del DPR n. 633/1972, è opportuno premettere che i presupposti applicativi e i meccanismi di funzionamento del Gruppo IVA differiscono radicalmente da quelli della liquidazione IVA di gruppo (art.73, ult. comma, DPR n.633/1972); infatti, mentre la costituzione del Gruppo IVA comporta il riconoscimento di un unico soggetto passivo d’imposta, pur in presenza di soggetti giuridicamente indipendenti, la liquidazione IVA di gruppo costituisce uno strumento per consolidare i risultati delle liquidazioni IVA delle società che vi partecipano, le quali mantengono la loro autonoma soggettività passiva IVA.

Di seguito, ricapitoliamo la normativa che regola il Gruppo IVA, riassumendo
  • nella Parte I della notizia, i nuovi articoli del DPR n.633/1972; e
  • nella Parte II della notizia, le recentissime disposizioni attuative del Decreto del Ministro delle finanze del 6 aprile 2018.

I testi sono allegati in calce.


Parte I – La disciplina del Gruppo IVA

1) I requisiti soggettivi per la costituzione del Gruppo IVA (art.70-bis).

L’articolo 70-bis tratta dei requisiti soggettivi necessari per la costituzione del Gruppo IVA.

Il comma 1 stabilisce che l’opzione per la costituzione di un Gruppo IVA può essere esercitata da più soggetti esercenti imprese, arti o professioni, stabiliti nel territorio dello Stato per cui ricorrano determinati vincoli, di carattere finanziario, economico e organizzativo, definiti dal successivo articolo 70-ter.

In base al comma 2, non possono partecipare a un Gruppo IVA:
  • le sedi e le stabili organizzazioni situate all’estero;
  • i soggetti la cui azienda sia sottoposta a sequestro giudiziario (ai sensi dell’articolo 670 del codice di procedura civile); in caso di pluralità di aziende, la disposizione opera anche se oggetto di sequestro è una sola di esse;
  • i soggetti assoggettati a una procedura concorsuale; come specificato in sede di esame parlamentare della Legge di Bilancio 2017, per “procedura concorsuale” si intende una di quelle elencate al successivo articolo 70-decies, comma 3, terzo periodo, che fa riferimento al fallimento, al concordato preventivo, alla liquidazione coatta amministrativa, alla procedura di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi;
  • i soggetti posti in liquidazione ordinaria.

2) I vincoli finanziario, economico e organizzativo tra i soggetti che costituiscono il Gruppo IVA (art.70-ter).

L’articolo 70-ter definisce i vincoli finanziario, economico e organizzativo che devono intercorrere tra i soggetti che costituiscono il Gruppo IVA.

Il comma 1 chiarisce quando si considera sussistente un vincolo finanziario tra soggetti passivi: tale vincolo è determinato sulla base della nozione di controllo cosiddetto “di diritto”, diretto e indiretto, di tipo assembleare di cui all’articolo 2359, primo comma, n. 1), del Codice civile.

Tale controllo deve sussistere fin dal 1° luglio dell’anno precedente a quello di esercizio dell’opzione. Per espressa indicazione della relazione illustrativa, al vincolo finanziario è assegnata una relativa preminenza, rispetto agli altri vincoli, “tenendo conto non solo della più agevole accertabilità dello stesso, ma anche della circostanza che, quando un soggetto è vincolato finanziariamente a un altro, in via generale lo è anche dal punto di vista economico e organizzativo”.

Sussiste il vincolo economico (comma 2), in presenza di almeno una delle forme di cooperazione economica seguenti:
  1. svolgimento di un’attività principale dello stesso genere;
  2. svolgimento di attività complementari o interdipendenti;
  3. svolgimento di attività che avvantaggiano, pienamente o sostanzialmente, uno o più soggetti passivi.

Il vincolo organizzativo (comma 3) sussiste, invece, fra i soggetti considerati quando esiste un coordinamento, in via di diritto, ai sensi del Codice civile (libro V, titolo V, capo IX del Codice civile, che disciplina la direzione e il coordinamento di società), o in via di fatto, fra gli organi decisionali degli stessi, ancorché tale coordinamento sia svolto da un altro soggetto.

Il coordinamento può essere operato anche tramite un terzo soggetto, vincolato finanziariamente ai soggetti considerati, ai sensi del sopra illustrato comma 1, dell’articolo 70-ter.

Il comma 4 stabilisce in che misura possa ritenersi preminente il ruolo del vincolo finanziario attraverso una presunzione di carattere relativo: se tra determinati soggetti passivi ricorre il vincolo finanziario, si presumono sussistenti tra gli stessi anche i vincoli economico e organizzativo. Tale presunzione è superabile solo da parte dei contribuenti con le modalità di cui al comma 5, vale a dire presentando all’Agenzia delle entrate apposita istanza di interpello preventivo (art. 11, comma 1, lettera b), della legge n. 212/2000, ovvero un "interpello probatorio").

Non sussiste, ai sensi del comma 6, vincolo economico, in ogni caso, per i soggetti per cui il vincolo finanziario discende da partecipazioni acquisite nell'ambito degli interventi finalizzati al recupero di crediti o derivanti dalla conversione in azioni di nuova emissione di crediti verso imprese in temporanea difficoltà finanziaria (di cui all’articolo 113, comma 1, del TUIR). Tuttavia, qualora il vincolo economico venga ad esistere in relazione a tali soggetti, per dimostrarne la sussistenza e inserire gli stessi nel Gruppo IVA, i contribuenti possono presentare all’Agenzia delle entrate un’apposita istanza di interpello probatorio.


3) L’opzione per costituzione del Gruppo IVA (art.70-quater).

Secondo l’articolo 70-quater, la costituzione del Gruppo IVA avviene per mezzo di un’opzione esercitata da tutti i soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato che ne fanno parte e per cui sussistano i vincoli finanziario, economico e organizzativo, di cui all’articolo 70-ter.

L’opzione per la partecipazione al Gruppo IVA deve obbligatoriamente riguardare tutti i soggetti (nessuno escluso) tra i quali ricorrono congiuntamente i tre vincoli in precedenza menzionati. Pertanto, in caso di mancato esercizio dell’opzione da parte di uno o più dei soggetti, la norma dispone il recupero, in capo al Gruppo, del vantaggio fiscale conseguito effettivamente ed il Gruppo cessa, a partire dall’anno successivo rispetto a quello in cui viene accertato il mancato esercizio dell’opzione, salvo che i predetti soggetti non esercitino l’opzione per partecipare al Gruppo medesimo.

Ai sensi del comma 2, l’opzione è esercitata con presentazione in via telematica, da parte del rappresentante di Gruppo, di un’apposita dichiarazione (di cui all’articolo 70-duodecies, comma 5), nella quale sono indicati specifici dati (denominazione; dati identificativi del rappresentante del Gruppo IVA e dei soggetti partecipanti al Gruppo medesimo; l’attestazione della sussistenza dei vincoli di legge; l’attività o le attività che saranno svolte dal Gruppo, l’elezione di domicilio presso il rappresentante di Gruppo da parte di ciascun soggetto partecipante al Gruppo medesimo; la sottoscrizione dei soggetti interessati e del rappresentante).

L’opzione ha una decorrenza diversa (comma 3) che dipende dal momento di presentazione dell’istanza:
  • se la dichiarazione è presentata prima del 30 settembre, l’opzione ha efficacia dall’anno successivo;
  • se, invece, la dichiarazione è presentata dopo il 30 settembre, l’opzione ha efficacia dal secondo anno successivo.

Il Decreto ministeriale attuativo del 6 aprile 2018, stabilisce (art.7) che in sede di prima applicazione delle nuove disposizioni, la dichiarazione per la costituzione del Gruppo IVA ha effetto dal 2019 se presentata entro il 15 novembre 2018; questo, allo scopo di permettere ai soggetti interessati di valutare le condizioni per l’esercizio dell’opzione

L’opzione, in costanza dei requisiti di legge, è vincolante per un triennio, decorrente dall’anno in cui la stessa ha effetto. Trascorso il primo triennio, l’opzione si rinnova automaticamente per ciascun anno successivo, fino a quando non è esercitata la revoca, ferma restando la possibilità per il Gruppo di cessare a partire dall’anno successivo a quello in cui viene accertato il mancato esercizio dell’opzione da parte di uno dei soggetti per il quale ricorrono i vincoli finanziario economico e organizzativo (comma 4).

Il comma 5 reca la disciplina di due particolari situazioni:
  • la prima è quella in cui, nel corso degli anni di validità dell’opzione, il vincolo finanziario venga a sussistere in capo a soggetti passivi in possesso dei requisiti per la partecipazione a un Gruppo IVA, relativamente ai quali non sussisteva all’atto dell’esercizio dell’opzione;
  • la seconda, riguarda l’ipotesi in cui, essendo stata presentata istanza di interpello preventivo, ed essendo stata riconosciuta dall’Agenzia delle entrate l’insussistenza del vincolo economico o di quello organizzativo in capo a un dato soggetto (conseguentemente espunto da quelli partecipanti al Gruppo IVA), successivamente tali vincoli vengano a integrarsi in capo allo stesso soggetto.

In entrambi questi casi, il soggetto in capo al quale vengano a sussistere i predetti vincoli dovrà partecipare al Gruppo IVA a partire dall’anno successivo a quello in cui i vincoli stessi vengano ad esistere. In base al secondo periodo del comma 5, dovrà essere presentata la dichiarazione apposita, al fine di specificare l’inclusione nel Gruppo IVA del soggetto per cui sono venuti a sussistere il vincolo finanziario ovvero il vincolo economico e/o quello organizzativo. Tale dichiarazione dovrà essere presentata entro il novantesimo giorno successivo a quello in cui tali vincoli si realizzano.


4) Gli effetti della costituzione del Gruppo IVA: le operazioni interne ed esterne al Gruppo (art.70-quinquies).

L’articolo 70-quinquies disciplina gli effetti che scaturiscono dalla costituzione del Gruppo IVA sulle operazioni poste in essere dai partecipanti al Gruppo stesso.

In particolare,
  • le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra partecipanti al Gruppo sono considerate non rilevanti ai fini dell’applicazione dell’IVA (comma 1);
  • le operazioni effettuate da un soggetto passivo membro del Gruppo IVA verso un soggetto estraneo si considerano effettuate dal Gruppo IVA (comma 2);
  • le operazioni effettuate nei confronti un soggetto partecipante a un Gruppo IVA da un soggetto che non ne fa parte si considerano effettuate nei confronti del Gruppo IVA (comma 3).

La legge di Bilancio per il 2018 (legge n.205/2017, art. 1, comma 984) ha modificato l’articolo 70-quinquies in commento del DPR n.633/1972, integrandolo con i nuovi commi da 4-bis a 4-sexies che disciplinano le operazioni effettuate dalle imprese partecipanti ad un Gruppo IVA nei confronti di altre sedi o proprie stabili organizzazioni esterne al Gruppo, oltre che i criteri per la quantificazione della base imponibile delle operazioni.

Secondo queste norme, le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate (comma 4-bis) o ricevute da (comma 4-ter) una sede o stabile organizzazione appartenente ad un Gruppo IVA, rispettivamente, nei confronti di (comma 4-bis), oppure da (comma 4-ter) una sua stabile organizzazione o sede situate estero, si considerano come operazioni effettuate o ricevute dal Gruppo IVA nei confronti di, oppure ricevute da, un soggetto che non ne fa parte.

Queste norme si applicano anche nei confronti di un Gruppo IVA costituito in uno Stato della UE (commi 4-quater e 4-quinquies).

Per tali operazioni, il comma 4-sexies rimanda alle ordinarie regole dell’IVA per la determinazione della base imponibile (art.13, DPR n.633/1972).


5) Gli effetti della costituzione del Gruppo IVA: i diritti e gli obblighi in materia di IVA ed il “rappresentante del Gruppo” (artt. da 70-quinquies a 70-octies).

I diritti e gli obblighi derivanti dall’applicazione delle norme in materia IVA sono, rispettivamente, a carico e a favore del Gruppo IVA (art.70-quinquies, comma 4).

In modo simile a quanto avviene con riguardo alla liquidazione IVA di gruppo, l’articolo 70-sexies reca una disciplina specifica con riguardo alle eccedenze detraibili “pregresse”, vale a dire risultanti dalla dichiarazione annuale relativa all’anno precedente rispetto a quello di partecipazione al Gruppo IVA. In particolare, tali eccedenze non si trasferiscono al Gruppo medesimo e possono essere richieste a rimborso anche in mancanza degli specifici presupposti indicati dall’articolo 30 del DPR n.633/1972, ovvero compensate orizzontalmente secondo le norme dell’articolo 17, del Dlgs n. 241/1997.
Però, in modo innovativo, rispetto alle similari norme applicabili alla liquidazione IVA di gruppo, la predetta regola non si applica, per quella parte dell’eccedenza detraibile che è pari ai versamenti IVA effettuati con riferimento a tale precedente anno.

Sul piano degli adempimenti, ai sensi dell’articolo 70-septies, è compito del rappresentante del Gruppo IVA adempiere agli obblighi ed esercitare i diritti del Gruppo.

Il rappresentante di Gruppo è individuato dalle norme, come segue:
  • nel soggetto che esercita sugli altri partecipanti al Gruppo IVA, il controllo di cui all’articolo 70-ter, comma 1 (vincolo finanziario);
  • ove tale soggetto sia impossibilitato ad esercitare l’opzione, rappresentante del Gruppo IVA, è il soggetto partecipante con volume d’affari o ammontare di ricavi più elevato nel periodo precedente alla costituzione del Gruppo medesimo. Il comma 3 prevede forme di subentro nella rappresentanza di Gruppo in specifiche ipotesi, senza cessazione degli effetti del Gruppo IVA sugli altri partecipanti.

Secondo l’articolo 70-octies, è responsabilità del rappresentante di Gruppo l’adempimento agli obblighi connessi all’esercizio dell’opzione. Gli altri soggetti partecipanti al Gruppo IVA sono responsabili in solido (comma 2) con il rappresentante di Gruppo per le somme che risultano dovute a titolo di imposta, interessi e sanzioni a seguito delle attività di liquidazione e controllo.


6) La revoca dell’opzione (art. 70-nonies)

Compito del rappresentante è anche comunicare la revoca dell’opzione mediante l'apposita dichiarazione, sottoscritta anche dagli altri soggetti partecipanti (articolo 70-nonies).

Tale revoca, in base all’articolo 70-quater, comma 5, può essere esercitata solo una volta, decorso il periodo minimo triennale di permanenza nell’opzione; è comunicata dal rappresentante di Gruppo con la dichiarazione da approvare ad opera di un provvedimento dell’Agenzia delle entrate (art.70-duodecies, comma 5), sottoscritta anche dagli altri soggetti partecipanti al Gruppo IVA ed efficace nei riguardi di tutti i soggetti partecipanti al Gruppo IVA.

Se la dichiarazione di revoca dell’opzione
  • è presentata dal 1° gennaio al 30 settembre, la revoca ha effetto a decorrere dall’anno successivo;
  • se, invece, è presentata dal 1° ottobre al 31 dicembre, la revoca ha effetto a decorrere dal secondo anno successivo.

Il comma 3 chiarisce che, essendo le opzioni e le revoche previste in materia di Gruppo IVA, subordinate all’esercizio di una previa formale manifestazione di volontà dei soggetti interessati, non si applicano le disposizioni in materia di comportamenti concludenti, di cui al DPR n. 442/1997.

Infine, il comma 4 dispone che, a seguito dell’esercizio dell’opzione per il Gruppo IVA, vengono meno gli effetti delle opzioni in precedenza esercitate dal singolo membro del Gruppo, anche se non fosse decorso il periodo minimo di permanenza nel regime prescelto.


7) I casi di esclusione dalla partecipazione al Gruppo IVA (art.70-decies)

L’articolo 70-decies disciplina i casi di esclusione dalla partecipazione al Gruppo IVA.

Il comma 1 chiarisce che, se l’opzione per la costituzione del Gruppo IVA è esercitata, sia da soggetti per cui ricorrano i requisiti di legge, sia da soggetti per cui tali requisiti non ricorrano, la circostanza incide solo su questi ultimi, non privando di effetti l’opzione esercitata dai primi.

Il comma 2 elenca le ipotesi che possono determinare il venir meno della partecipazione a un Gruppo IVA da parte di un soggetto che aveva in precedenza validamente esercitato l’opzione (venir meno del vincolo finanziario; riconoscimento, mediante interpello, del venir meno in capo a tale soggetto del vincolo economico o di quello organizzativo; sequestro giudiziario di un’azienda di tale soggetto; assoggettamento a procedura concorsuale; sottoposizione a liquidazione ordinaria).

Il comma 3 regola i profili temporali della cessazione della partecipazione al Gruppo IVA di un dato soggetto. La cessazione si produce:
  • di regola, dalla data in cui si verificano gli eventi previsti nel comma 2 e ha effetto per le operazioni effettuate e per gli acquisti e le importazioni annotati a partire da tale data;
  • se la cessazione della partecipazione consegue al riconoscimento del venir meno del vincolo economico o di quello organizzativo, la cessazione della partecipazione si produce a decorrere dall’anno successivo al venir meno del vincolo.

Il terzo periodo del comma 3 indica, poi, i criteri per determinare la data in cui si verifica la cessazione nei casi di sequestro giudiziario, procedure concorsuali e liquidazione ordinaria.

Il comma 4 riguarda l’ipotesi in cui venga meno la pluralità dei soggetti partecipanti al Gruppo IVA: in questa circostanza, il gruppo cessa e l’eccedenza detraibile risultante dalla dichiarazione del Gruppo non richiesta a rimborso, è computata in detrazione dal soggetto partecipante che agiva in qualità di rappresentante di gruppo nelle proprie liquidazioni o nella propria dichiarazione annuale.

Nel comma 5 si disciplinano i profili procedimentali connessi alle ipotesi di esclusione dal Gruppo e cessazione del Gruppo stesso: tali fattispecie sono comunicate dal rappresentante di gruppo entro trenta giorni dalla data in cui si è verificato l’evento che ha determinato tale esclusione o cessazione.


8) L’attività di controllo sul Gruppo IVA (art.70-undecies)

L’articolo 70-undecies disciplina l’attività di controllo sul Gruppo IVA, disponendo che durante il periodo di validità dell’opzione, i poteri di accertamento e controllo dell’Amministrazione finanziaria in materia di IVA sono demandati alle strutture, già esistenti, individuate con il regolamento di amministrazione dell’Agenzia delle entrate (di cui all’art.71, comma 3, del Dlgs n.300/1999).

Si affida (comma 4) a un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate l’individuazione degli specifici adempimenti finalizzati ad assicurare l’efficacia delle attività di controllo.


9) La partecipazione al gruppo di soggetti per cui operano disposizioni speciali (art.70-duodecies)

L’articolo 70-duodecies contiene alcune norme specifiche applicabili nel caso di partecipazione al Gruppo di soggetti per cui operano disposizioni speciali.

In particolare, si estende anche al Gruppo IVA l’applicabilità delle modalità e dei termini speciali di emissione, numerazione e registrazione delle fatture, nonché di esecuzione delle liquidazioni e dei versamenti periodici stabiliti dai decreti ministeriali emanati in attuazione delle deleghe contenute negli articoli 22, secondo comma, 73 e 74 del DPR n. 633 del 1972, riguardanti specifici soggetti o alcune attività (tra cui i commercianti al minuto e le operazioni di telecomunicazione, le somministrazioni di acqua, gas, energia elettrica, vapore e teleriscaldamento urbano).

Il medesimo articolo affida a un provvedimento dell’Agenzia delle entrate l’approvazione del modello per la presentazione delle dichiarazioni relative al Gruppo IVA, nonché le modalità e le specifiche tecniche per la trasmissione telematica delle stesse.

Si demanda, infine, a un decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, la previsione di disposizioni necessarie per l’attuazione delle disposizioni in materia di Gruppo IVA contenute nell’introdotto titolo V-bis del DPR n. 633/1972.


10) Le norme di coordinamento dei commi da 25 a 31 dell’articolo 1 della Legge di Bilancio 2017

Le norme dei commi da 25 a 31 dell’articolo 1 della Legge di Bilancio 2017 coordinano varie disposizioni fiscali, con le nuove norme relative al Gruppo IVA.

Uno dei principali obiettivi, enunciato dalla relazione illustrativa, è “quello di evitare che l’irrilevanza delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi tra soggetti partecipanti a un Gruppo IVA possa determinare maggiori costi in tema di imposta di bollo o di imposta di registro, dal momento che tali imposte trovano applicazione nei casi di transazioni estranee al campo di applicazione dell’IVA”.

Il comma 25 si riferisce all’imposta di bollo e modifica la Tabella allegata al DPR n. 642/1972, per inserisce il nuovo articolo 6-bis, ai sensi del quale l’imposta di bollo non è dovuta in relazione alle fatture e agli altri documenti di addebito relativi a operazioni che intervengono tra soggetti partecipanti al medesimo gruppo. L’esenzione è limitata alle operazioni che, se rese nei confronti di terzi estranei al gruppo, sarebbero imponibili a fini IVA, nonché alle cessioni all’esportazione e alle cessioni intracomunitarie.

Il comma 26 interviene, invece, sulla disciplina dell’imposta di registro:
  • la lettera a) modifica, in particolare, l’articolo 5 del DPR n.131/1986, indicando che le scritture private non autenticate relative alle operazioni che intervengono tra due soggetti partecipanti a uno stesso Gruppo IVA sono soggette a registrazione solo in caso d’uso
  • la lettera b), numero 1), modifica l’articolo 40 del predetto DPR n. 131 del 1986, disponendo che gli atti relativi alle operazioni che intervengono tra due soggetti partecipanti a un Gruppo IVA, in caso di registrazione, scontano l’imposta di registro in misura fissa. Tale disciplina non trova applicazione quando per tali atti l’imposta di registro troverebbe applicazione in misura proporzionale, se le operazioni anzidette fossero rese nei confronti di terzi estranei al gruppo;
  • la lettera b), numero 2), chiarisce che l’imposta di registro si applica in misura proporzionale per le locazioni di immobili strumentali (di cui all’art.10, primo comma, numero 8), del DPR n. 633/1972), ancorché siano imponibili IVA, ovvero intervengano tra soggetti partecipanti a un Gruppo IVA.

Il comma 27 interviene sull’articolo 73, comma 3, del DPR n. 633/1972, in tema di liquidazione IVA di gruppo e chiarisce che, in ossequio alla più recente giurisprudenza della Corte di Cassazione, possono accedere a tale procedura – sia come controllante che come controllati – tutti gli enti e le società commerciali, ivi incluse, pertanto, anche le società di persone.

In modo corrispondente con quanto previsto ai fini del Gruppo IVA, con riferimento al requisito temporale del controllo, necessario per accedere alla liquidazione IVA di gruppo, si specifica che esso deve verificarsi in presenza di un controllo almeno dal 1° luglio dell’anno precedente a quello di esercizio dell’opzione (e non più dall’inizio dell’anno solare precedente).

Si prevede la possibilità di esercitare l’opzione per tale procedura, da parte dell’ente o società controllante, con la dichiarazione IVA presentata nell’anno solare a decorrere dal quale si intende esercitare l’opzione.

Sono stati soppressi gli obblighi di presentazione delle dichiarazioni annuali delle società controllate, da parte della controllante, all’ufficio del domicilio fiscale della medesima controllante.

Il comma 28 dispone che il Ministro dell’economia e delle finanze con proprio decreto adegua le vigenti disposizioni ministeriali alle modificazioni introdotte alle norme sulla liquidazione IVA di gruppo.

Il comma 29 consente che il regolamento di amministrazione dell’Agenzia delle entrate possa attribuire alle strutture, già esistenti, preposte all’attività di controllo sul Gruppo IVA, i poteri di accertamento previsti per le imposte sui redditi (di cui agli articoli 31 e seguenti del DPR 29 settembre 1973, n. 600) nei confronti dei soggetti che aderiscono al Gruppo IVA.


11) La decorrenza delle nuove disposizioni

I commi 30 e 31 dell’articolo 1 della Legge di Bilancio 2017 disciplinano la decorrenza delle disposizioni fin qui descritte.

Le modifiche recate alla liquidazione IVA di gruppo di cui all’articolo 73, terzo comma, del DPR n. 633/1972 hanno effetto dal 1° gennaio 2017.

Le norme sul Gruppo IVA trovano applicazione dal 1° gennaio 2018, con concreta operatività dei gruppi IVA dall’anno 2019.


Parte II – Le disposizioni attuative del DM 6 aprile 2018

Nella Gazzetta Ufficiale n.90 del 18 aprile scorso, è stato pubblicato il Decreto Ministeriale del 6 aprile 2018, recante Disposizioni di attuazione della disciplina in tema di Gruppo IVA, ai sensi dell'articolo 70-duodecies, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica n. 633/1972.

Di seguito, riassumiamo il provvedimento.


1) Costituzione del Gruppo IVA (articolo 1)

Possono optare per la costituzione del Gruppo IVA i soggetti passivi stabiliti in Italia, esercenti attività d’impresa, arte e professione, uniti dai vincoli finanziario, economico e organizzativo. I requisiti previsti a tale scopo devono sussistere al momento dell’opzione e, comunque, già dal 1° luglio dell’anno precedente a quello in cui l’opzione è stata esercitata (comma 1).

Il rappresentante del Gruppo deve trasmettere telepaticamente all’Agenzia delle entrate la dichiarazione di costituzione della compagine, sottoscritta da tutti i partecipanti (comma 2). I contenuti della dichiarazione sono elencati dal comma 3.

Al Gruppo IVA è attribuito un proprio numero di partita IVA (comma 5).


2) Diritti e obblighi (articolo 2)

Il Gruppo IVA assume tutti gli obblighi e i diritti previsti dalla disciplina IVA con riferimento alle operazioni per cui l’imposta diventa esigibile, o il diritto alla detrazione diventa esercitabile, a partire dalla data in cui ha effetto l’opzione per la costituzione del Gruppo (comma 1).

A loro volta, i singoli partecipanti assumono tutti gli obblighi e i diritti IVA con riguardo alle operazioni per le quali l’imposta diventa esigibile, o il diritto alla detrazione è esercitabile, anteriormente alla data di ingresso nel Gruppo o dopo la sua cessazione (comma 4).


3) Fatturazione e certificazione dei corrispettivi (articolo 3)

Le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate dal Gruppo IVA sono documentate con fattura (ovvero, secondo le modalità di volta in volta previste dalla disciplina IVA) emessa dal rappresentante o da uno dei partecipanti (comma 1). Sulla fattura sono indicati la partita IVA del Gruppo e il codice fiscale del soggetto partecipante che ha realizzato l’operazione (comma 1).

Ai fini della fatturazione delle operazioni effettuate nei confronti del Gruppo, il rappresentante o uno dei partecipanti comunicano ai fornitori la partita IVA del Gruppo ed il codice fiscale del soggetto acquirente (comma 2).

Le operazioni tra i soggetti partecipanti al Gruppo non sono considerate cessioni di beni e prestazioni di servizi. Resta fermo l'obbligo di rilevare tali operazioni nell'ambito delle scritture contabili, diverse dai registri prescritti ai fini dell'IVA (comma 3).


4) Registrazioni, liquidazioni e versamenti (articolo 4)

Il rappresentate del Gruppo IVA o i partecipanti sono tenuti a effettuare le registrazioni delle fatture, dei corrispettivi e degli acquisti, anche mediante l’adozione di appositi registri sezionali (comma 1).

Il rappresentante del Gruppo IVA effettua le liquidazioni periodiche (comma 2).

Per il versamento dell’IVA a debito non è ammessa la compensazione con i crediti relativi ad altre imposte o contributi maturati dai partecipanti al Gruppo. Inoltre, il credito annuale o infrannuale maturato dal Gruppo non può essere utilizzato in compensazione con i debiti relativi ad altre imposte e contributi dei partecipanti (commi 3 e 4).


5) Comunicazioni periodiche e dichiarazioni (articolo 5)

Il rappresentante del Gruppo deve svolgere i seguenti adempimenti:
  • comunicazione dei dati delle fatture emesse, ricevute e registrate (nonché delle relative note di variazione);
  • comunicazione dei dati di sintesi delle liquidazioni periodiche;
  • trasmissione telematica delle fatture o dei relativi dati;
  • presentazione della dichiarazione IVA.

6) Rimborsi IVA (articolo 6)

I rimborsi IVA spettanti al Gruppo sono eseguiti, a richiesta del rappresentante, applicando le regole previste in generale dalla normativa (articolo 38-bis, DPR n.633/1972), fatte salve alcune specifiche disposizioni appositamente previste (ad esempio, la regolarità dei versamenti dei contributi previdenziali e assicurativi deve essere verificata in capo a tutti i componenti del Gruppo).


7) Disposizione transitoria (articolo 7)

Infine, il decreto stabilisce che in sede di prima applicazione delle nuove disposizioni, la dichiarazione per la costituzione del Gruppo IVA ha effetto dal 2019 se presentata entro il 15 novembre 2018; questo, allo scopo di permettere ai soggetti interessati di valutare le condizioni per l’esercizio dell’opzione.





Legge n.232/2016 (Legge di Bilancio per il 2017), art.1, commi da 24 a 31L. 232 art.1 cc 24 a 31.pdfL. 232 art.1 cc 24 a 31.pdf
Legge n.205/2017 (legge di Bilancio per il 2018), art. 1, comma 984L. 205 co.984.pdfL. 205 co.984.pdf
Decreto Ministeriale del 6 aprile 2018, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.90 del 18 aprile 2018DM 6 aprile 18.pdfDM 6 aprile 18.pdf


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