Associazione Industriali della Provincia di Vicenza - Notizia internet n. VI27986 del 07/02/2018

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Cod. notizia:VI27986


07/02/2018

Conglomerato bituminoso: definiti i criteri comunitari per la cessazione della qualifica di rifiuto

Il Ministero dell’ambiente con decreto n. 69/2018 (GU 18/6/2018, n.139), in vigore dal 3 luglio 2018, stabilisce i criteri in presenza dei quali il conglomerato bituminoso gestito come rifiuto, individuato con il codice CER 17 03 02, ed avviato ad attività di recupero cessa di essere qualificato rifiuto secondo le previsioni dell’art. 184-ter del d.lgs. n. 152/2006.

Il provvedimento indica esplicitamente che le disposizioni dello stesso non si applicano al conglomerato bituminoso gestito come sottoprodotto ai sensi dell’art. 184-bis del d.lgs. n. 152/2006.

Approfondimenti

Il "conglomerato bituminoso" disciplinato dal provvedimento viene definito come "il rifiuto costituito dalla miscela di inerti e leganti bituminosi identificata con il codice CER 17.03.02 proveniente:
1) da operazioni di fresatura a freddo degli strati di pavimentazione realizzate in conglomerato bituminoso;
2) dalla demolizione di pavimentazioni realizzate in conglomerato bituminoso;".

Il decreto stabilisce che il conglomerato bituminoso cessa di essere qualificato rifiuto se il prodotto ottenuto dal recupero (denominato “granulato di conglomerato bituminoso”) soddisfa i seguenti criteri:
  1. è utilizzabile per la produzione di (parte a) dell'Allegato 1):
    • miscele bituminose prodotte con un sistema di miscelazione a caldo nel rispetto della norma UNI EN 13108 (serie da 1-7);
    • miscele bituminose prodotte con un sistema di miscelazione a freddo;
    • aggregati per materiali non legati e legati con leganti idraulici per l'impiego nella costruzione di strade, in conformità alla norma armonizzata UNI EN 13242, ad esclusione dei recuperi ambientali.
  2. risponde agli standard previsti dalle norme UNI EN 13108-8 (serie da 1-7) o UNI EN 13242 in funzione del tipo di prodotto realizzato;
  3. è conforme alle seguenti specifiche (indicate nella parte b) dell'Allegato 1):
    • sono effettuati, presso l’impianto di recupero, dei controlli sui rifiuti in ingresso (procedura di accettazione dei rifiuti) per verificare l’assenza di materiali diversi dal conglomerato bituminoso;
    • sono svolte delle verifiche sul “granulato di conglomerato bituminoso” al fine di: controllare la presenza, entro determinati limiti di concentrazione, di IPA e amianto, effettuare il test di cessione, accertare le caratteristiche prestazionali.

I criteri previsti dal decreto vanno a sostituire le corrispondenti previsioni del punto 7.6 dell’allegato 1, suballegato 1, del d.m. 5/2/1998 relativo al recupero di rifiuti in regime semplificato(1).

Il produttore del “granulato di conglomerato bituminoso” (e quindi il gestore dell’impianto di recupero che svolge l’attività in regime semplificato o con autorizzazione ordinaria o con autorizzazione integrata ambientale) deve attestare il rispetto dei criteri indicati alle lett. a, b e c di cui sopra attraverso una dichiarazione di conformità (nella forma della dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà ai sensi dell’art. 47 del d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445) redatta al termine del processo produttivo di ciascun lotto (si veda il modulo riportato all’Allegato 2 - Dichiarazione di conformità) ed inviata all'autorità competente (cioè all’ente che ha rilasciato l’autorizzazione alla gestione rifiuti o l’autorizzazione integrata ambientale o che ha ricevuto la comunicazione di inizio attività di recupero rifiuti in regime semplificato) e all'agenzia di protezione ambientale territorialmente competente.
La dichiarazione va inviata tramite raccomandata con avviso di ricevimento o per via telematica (tramite posta elettronica certificata - PEC) secondo le previsioni del Codice dell’amministrazione digitale (art. 20 del d.lgs. n. 82/2005).

Il produttore del “granulato di conglomerato bituminoso” deve conservare presso l'impianto di produzione, o presso la propria sede legale:
  1. la dichiarazione di conformità, mettendola a disposizione delle autorità di controllo;
  2. e, per cinque anni, un campione di granulato di conglomerato bituminoso prelevato, al termine del processo produttivo di ciascun lotto, in conformità alla norma UNI 10802:2013 ai fini della verifica di sussistenza dei criteri necessari a definire la cessazione della qualifica di rifiuto (le modalità di conservazione del campione devono garantire la non alterazione delle caratteristiche chimico-fisiche del granulato di conglomerato bituminoso prelevato e la ripetizione delle analisi).
Quanto previsto alla lett. b) non è richiesto se le imprese sono registrate EMAS o in possesso della certificazione ambientale UNI EN ISO 14001, peraltro in questi casi deve essere prevista apposita documentazione relativa a:
  1. rispetto criteri necessari a definire la cessazione della qualifica di rifiuto;
  2. caratterizzazione del granulato di conglomerato bituminoso (Allegato 1, parte b) ;
  3. tracciabilità dei rifiuti in ingresso all’impianto del produttore;
  4. destinazioni del granulato di conglomerato bituminoso prodotto;
  5. rispetto della normativa in materia ambientale e delle eventuali prescrizioni riportate nell’autorizzazione;
  6. revisione e miglioramento del sistema di gestione ambientale;
  7. formazione del personale.
Ai fini dell’adeguamento alle previsioni del nuovo decreto ministeriale i gestori degli impianti esistenti che producono “granulato di conglomerato bituminoso” devono presentare, entro il 31/10/2018, all’autorità competente (cioè all’ente che ha rilasciato l’autorizzazione alla gestione rifiuti o l’autorizzazione integrata ambientale o che ha ricevuto la comunicazione di inizio attività di recupero rifiuti in regime semplificato) un aggiornamento della comunicazione o un’istanza di aggiornamento dell’autorizzazione.
In attesa dell’adeguamento dei provvedimenti autorizzativi, il granulato di conglomerato bituminoso prodotto può essere utilizzato se presenta caratteristiche conformi ai criteri previsti dal decreto da attestare attraverso la predisposizione e l’invio di apposita dichiarazione di conformità.


Note

(1) Si riporta il punto 7.6 dell’allegato 1, suballegato 1, del d.m. 5/2/1998:
7.6 Tipologia: conglomerato bituminoso, frammenti di piattelli per il tiro al volo [170302] [200301].
7.6.1 Provenienza: attività di scarifica del manto stradale mediante fresatura a freddo; campi di tiro al volo.
7.6.2 Caratteristiche del rifiuto: rifiuto solido costituito da bitume ed inerti.
7.6.3 Attività di recupero:
  1. produzione conglomerato bituminoso «vergine» a caldo e a freddo [R5];
  2. realizzazione di rilevati e sottofondi stradali (il recupero è subordinato all’esecuzione del test di cessione sul rifiuto tal quale secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto) [R5];
  3. produzione di materiale per costruzioni stradali e piazzali industriali mediante selezione preventiva (macinazione, vagliatura, separazione delle frazioni indesiderate, eventuale miscelazione con materia inerte vergine) con eluato conforme al test di cessione secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto [R5.]
7.6.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti ottenuti:
  1. conglomerato bituminoso nelle forme usualmente commercializzate;
  2. materiali per costruzioni nelle forme usualmente commercializzate.




Decreto del Ministero dell’ambiente 28 marzo 2018 n. 69 - (GU 18/6/2018, n.139)


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