Associazione Industriali della Provincia di Vicenza - Notizia internet n. VI27991 del 07/06/2018

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Cod. notizia:VI27991


07/06/2018

Indicazione di origine del latte e dei prodotti lattieri caseari, del riso, del grano duro per paste di semola di grano duro e del pomodoro. Ulteriori chiarimenti ministeriali

Si fa seguito alla notizia cod. VI27936 del 20.6.2018, per informare che il Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali ha fornito ulteriori chiarimenti in merito all’applicazione dei provvedimenti nazionali che hanno previsto l’obbligo di indicare in etichetta il paese di origine del latte e dei prodotti lattieri caseari, del riso, del grano duro per paste di semola di grano duro e del pomodoro.

Approfondimenti

Il Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, con circolare 16 maggio 2018 n. 0000421, ha emanato ulteriori chiarimenti in merito alle norme sanzionatorie da applicare per i decreti nazionali che hanno previsto l’obbligo di indicare in etichetta il paese di origine del latte e dei prodotti lattieri caseari, del riso, del grano duro per paste di semola di grano duro e del pomodoro.


I chiarimenti ministeriali

Il Ministero ha precisato che:
  1. L’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari dovrà, fino al 31 marzo 2020, dare applicazione ai decreti nazionali sopraindicati. Dopo tale data e quindi a decorrere dal 1° aprile 2020, troveranno invece attuazione le disposizioni comunitarie relative all’indicazione del paese d’origine o del luogo di provenienza dell’ingrediente primario dell’alimento (Reg. UE n. 2018/775 per il quale v. notizia cod. VI27895 del 18.6.2018).
  2. Le violazioni sono sanzionabili in base all'art. 13 del dlgs. n. 231/2017 (e pertanto non in base alla sanzione prevista dagli specifici decreti in materia). Conseguentemente, salvo che il fatto non costituisca reato, il mancato rispetto delle disposizioni previste dai decreti nazionali, comporta l’applicazione nei confronti del soggetto responsabile, della sanzione amministrativa da 2.000 euro a 16.000 euro. Si ricorda che la sanzione in questione è invece ridotta da 500 euro a 4.000 euro, nel caso in cui il mancato rispetto delle disposizioni si riferiscano esclusivamente ad errori o a omissioni formali.
  3. L'autorità competente all’irrogazione delle sanzioni previste è il Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressioni frodi dei prodotti agroalimentari del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, come previsto dall'art. 26 del dlgs. n. 231/2017.




CircolareDLgs231_2017ulteriorichiarimenti.pdfCircolareDLgs231_2017ulteriorichiarimenti.pdf

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