Associazione Industriali della Provincia di Vicenza - Notizia internet n. VI28024 del 07/11/2018

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Cod. notizia:VI28024


07/11/2018

INL: divieto di pagamento delle retribuzioni in contanti dal 1° luglio 2018 - Ulteriori indicazioni

L'Ispettorato Nazionale del lavoro (INL), con nota n. 5828 del 4 luglio 2018, che si allega, ha fornito ulteriori indicazioni, ad integrazione della precedente nota n. 4538 del 2 maggio 2018, in relazione alle disposizioni introdotte dalla legge di bilancio 2018 (Legge  n. 215/2017, art. 1, commi 910 - 913) in merito ai mezzi di pagamento delle retribuzioni ai lavoratori.


In particolare, l'Istituto ha fornito chiarimenti sulle modalità di calcolo delle sanzioni e sui mezzi di pagamento previsti.

Approfondimenti

Dal 1° luglio 2018, i datori di lavoro o committenti corrispondono ai lavoratori la retribuzione, nonché ogni anticipo di essa, attraverso una banca o un ufficio postale con uno dei seguenti mezzi:
  1. bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore;
  2. strumenti di pagamento elettronico;
  3. pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;
  4. emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato. L'impedimento s'intende comprovato quando il delegato a ricevere il pagamento è il coniuge, il convivente o un familiare, in linea retta o collaterale, del lavoratore, purché di età non inferiore a sedici anni.

I datori di lavoro o committenti non possono corrispondere la retribuzione per mezzo di denaro contante direttamente al lavoratore, qualunque sia la tipologia del rapporto di lavoro instaurato.

Tali  disposizioni si applicano ai datori di lavoro e ai committenti nei confronti del lavoratore, qualunque sia la tipologia del rapporto di lavoro instaurato, intendendosi come tale:
  • ogni rapporto di lavoro subordinato di cui all'articolo 2094 del codice civile, indipendentemente dalle modalità di svolgimento della prestazione e dalla durata del rapporto;
  • ogni rapporto di lavoro originato da contratti di collaborazione coordinata e continuativa;
  • ogni rapporto di lavoro originato dai contratti di lavoro instaurati in qualsiasi forma dalle cooperative con i propri soci ai sensi della legge 3 aprile 2001, n. 142.

Sono esclusi dai predetti obblighi i rapporti di lavoro instaurati con le pubbliche amministrazioni  e i rapporti di lavoro domestico.

Al datore di lavoro o committente che viola l'obbligo di pagamento con i suddetti mezzi si applica la sanzione amministrativa pecuniaria consistente nel pagamento di una somma da 1.000 euro a 5.000 euro.

Con riferimento alle sanzioni, con nota n.5828 del 04.07.2018, ha chiarito che:
  • il regime sanzionatorio è riferito alla totalità dei lavoratori in forza presso il singolo datore di lavoro e la sua applicazione prescinde dal numero di lavoratori interessati dalla violazione;
  • in relazione alla consumazione dell’illecito, il riferimento all’erogazione della retribuzione – che per lo più avviene a cadenza mensile – comporta l’applicazione di tante sanzioni quante sono le mensilità per cui si è protratto l’illecito.

Pertanto, prosegue l’INL, a titolo esemplificativo, qualora la violazione si sia protratta per tre mensilità in relazione a due lavoratori, la sanzione calcolata  in misura ridotta ai sensi dell’art. 16 della L. n. 689/1981 sarà pari a: euro 1666,66 x 3 = euro 5.000. Per quanto sopra chiarito, il medesimo importo sarà così calcolato qualora, per lo stesso periodo (tre mensilità), i lavoratori interessati dalla violazione siano in numero minore o maggiore.

Si ricorda che l'INL , con precedente nota n.4538 del 2 maggio 2018, aveva già precisato che trovano applicazione le disposizioni di cui alla L. n. 689/1981 e quindi anche l'art.16 della medesima legge che ammette il pagamento di una somma in misura ridotta  pari ad 1/3 del massimo della sanzione prevista (o, se più favorevole, pari al doppio del minimo) entro 60 giorni dalla contestazione immediata o dalla notificazione della violazione.

Con riferimento ai mezzi di pagamento, l’INL, sempre con nota n.5828 del 04.07.2018, ha precisato che:
  • rientra tra gli “strumenti di pagamento elettronico”, il versamento degli importi dovuti effettuato su carta di credito prepagata intestata al lavoratore, anche laddove la carta non sia collegata ad un IBAN; in tale ultimo caso, per consentire l’effettiva tracciabilità dell’operazione eseguita, il datore di lavoro dovrà conservare le ricevute di versamento anche ai fini della loro esibizione agli organi di vigilanza. Infatti la firma apposta dal lavoratore sulla busta paga non costituisce prova dell'avvenuto pagamento della retribuzione;
  • in relazione a soci lavoratori di cooperativa che siano anche “prestatori” (ovvero intrattengano con la cooperativa un rapporto di prestito sociale) appare altresì conforme alla ratio della norma il pagamento delle retribuzioni attraverso versamenti sul “libretto del prestito”, aperto presso la medesima cooperativa, a condizione che:
    1. tale modalità di pagamento sia stata richiesta per iscritto dal socio lavoratore “prestatore”;
    2. il versamento sia documentato nella “lista pagamenti sul libretto” a cura dell’Ufficio paghe e sia attestato dall’Ufficio prestito sociale che verifica l’effettivo accreditamento il giorno successivo alla sua effettuazione.

      Notizia VI27893 del 14 giugno 2018


Ispettorato Nazionale del lavoro - nota n. 5828 del 4 luglio 2018INL nota n.5828  del 04.07.2018.pdfINL nota n.5828 del 04.07.2018.pdf


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