Associazione Industriali della Provincia di Vicenza - Notizia internet n. VI24797 del 09/13/2016

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Cod. notizia:VI24797


09/13/2016

Ridefiniti alcuni aspetti generali del procedimento amministrativo relativo alle attività private soggette a segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) – Decreto legislativo di attuazione della “legge Madia” sulla riorganizzazione della P.A.

Il 28 luglio 2016 è entrato in vigore il D. Lgs. 126/2016, che dà parziale attuazione alla delega contenuta nell’art. 5 della legge 124/2015. Il nuovo provvedimento prevede, tra l’altro, l’adozione, da parte delle pubbliche amministrazioni, di moduli unificati e standardizzati per la presentazione delle istanze, segnalazioni e comunicazioni dei privati e la relativa pubblicazione sui proprio siti istituzionali; il rilascio di una ricevuta attestante l’avvenuta presentazione ed i termini di risposta della P.A. o di formazione del silenzio-assenso; le circostanze in presenza delle quali l’attività privata oggetto di SCIA può essere sospesa o vietata da parte della P.A. ed i termini assegnati a quest’ultima per intervenire; il regime della SCIA unica in presenza di attività subordinate ad una pluralità di SCIA di competenza di diverse P.A.; il regime della SCIA subordinata ad atti di assenso di altre P.A.. Le Regioni e gli Enti locali sono tenuti ad adeguarsi entro il 1° gennaio 2017.

Approfondimenti

L’art. 5 della legge 124/2015 (c.d. “legge Madia”) ha delegato il Governo ad adottare uno o più decreti delegati, con lo scopo di:
  1. individuare i procedimenti oggetto di segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), quelli per i quali è necessaria l’autorizzazione espressa, quelli per i quali quest’ultima può essere sostituita dal silenzio-assenso, nonché i procedimenti per i quali è sufficiente una comunicazione preventiva;
  2. definire la disciplina generale delle attività non assoggettate ad autorizzazione preventiva espressa.

Il D. Lgs. 30 giugno 2016, n. 126, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 162, del 13 luglio 2016 ed entrato in vigore il successivo 28 luglio, attua solo parzialmente la delega contenuta nell’art. 5 della legge 126/2015.

In particolare, quanto indicato nella lettera a) del precedente capoverso sarà oggetto di un ulteriore decreto delegato, che ha già ricevuto il parere del Consiglio di Stato e deve ancora raccogliere quelli della Conferenza unificata Stato-città ed autonomie locali, nonché delle competenti Commissioni parlamentari, per poi essere approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri e pubblicato entro il 28 ottobre 2016 (12 mesi dall’entrata in vigore della legge 124/2015, prorogati di ulteriori 90 giorni in considerazione del ridotto tempo a disposizione una volta scaduto il termine per la formazione dei pareri, ex art. 5, comma 2, del D. Lgs. 126/2016).

Si riassumono, di seguito, i principali contenuti del D. Lgs. 126/2016.


1. – Informazioni dei cittadini e delle imprese (art. 2)

La norma stabilisce che le amministrazioni statali adottino moduli unificati e standardizzati che definiscono esaustivamente, per ciascuna tipologia di istanza, segnalazione e comunicazione:
  1. i relativi contenuti tipici e l’organizzazione dei dati che debbono contenere
  2. la documentazione da allegare.

Viene inoltre previsto che, con riferimento agli interventi edilizi e all’avvio di attività produttive, le Regioni e gli Enti locali debbono adottare i moduli attraverso la Conferenza unificata Stato-città ed autonomie locali.

Va, peraltro, sottolineato che, relativamente agli interventi edilizi (soggetti a permesso di costruire, DIA alternativa al permesso di costruire, SCIA, CILA o CIL), l’adozione di moduli unificati era già prevista dall’art. 24, comma 3, del D.L. 90/2014, convertito con modificazioni dalla legge 114/2014, in attuazione del quale:
  • la Conferenza unificata ha espresso il parere di competenza nelle sedute del 12 giugno 2014, 18 dicembre 2014 e 16 luglio 2015
  • la Regione Veneto ha definitivamente approvato i corrispondenti moduli con DGR n. 234, del 3 marzo 2015 (relativamente al permesso di costruire, SCIA, CILA e CIL; si veda la notizia VI22122, del 2.04.2015) e n. 1585, del 10 novembre 2015 (per la DIA alternativa al permesso di costruire).

Anche relativamente all’autorizzazione unica ambientale (AUA), il corrispondente modello unico semplificato di richiesta è stato già approvato con DM 8 maggio 2015 e, successivamente, oggetto di recepimento da parte della Regione Veneto, con DGR n. 180, del 23 febbraio 2016, che ne ha disposto l’applicazione nella Città metropolitana di Venezia e nella Provincia di Padova, differendone all’11 marzo 2017 (12 mesi dalla pubblicazione sul BUR) l’avvio dell’utilizzo nelle Province di Belluno, Rovigo, Treviso, Verona e Vicenza.

I moduli unificati debbono essere pubblicati nei siti istituzionali delle amministrazioni competenti e, in assenza della relativa adozione, le amministrazioni devono pubblicare nei medesimi siti l’elenco degli stati, qualità personali e fatti oggetto di dichiarazione sostitutiva, di certificazione o di atto di notorietà, nonché l’elenco delle attestazioni e delle asseverazioni da allegare al singolo atto di iniziativa del privato.

L’amministrazione può chiedere informazioni o documenti solo qualora l’istanza, la segnalazione o la comunicazione e/o i relativi allegati non corrispondano a quanto previsto dai moduli unificati e non può, in ogni caso, richiedere documenti in possesso di una P.A..

Sia l’omissione della pubblicazione dei moduli sul sito istituzionale dell’amministrazione, sia la formulazione di richieste di informazioni o di documenti non previsti o già in possesso della P.A. costituiscono illecito disciplinare punito con la sospensione dal servizio e la privazione della retribuzione da tre giorni a sei mesi.


2. – Ricevuta della presentazione di istanze, segnalazioni e comunicazioni (art. 3, lett. a)

Viene inserito nella legge 241/1990 sul procedimento amministrativo il nuovo art. 18-bis, con il quale viene sancito l’obbligo della P.A. che riceve un’istanza, una segnalazione certificata o una comunicazione, di rilasciarne immediatamente, anche con modalità telematica, apposita ricevuta attestante l’avvenuta presentazione, la relativa data (che deve coincidere con quella di protocollazione), nonché il termine entro il quale la P.A. è tenuta a rispondere, oppure entro il quale si forma il silenzio-assenso.

Tale ricevuta, qualora contenga le informazioni previste dall’art. 8 della legge 241/1990, costituisce comunicazione di avvio del procedimento ai sensi dell’art. 7 della medesima legge.

Nel caso di presentazione dell’istanza, segnalazione o comunicazione ad un ufficio diverso da quello competente, i termini per l’adozione degli eventuali provvedimenti inibitori e/o repressivi, nonché di quelli conformativi (art. 19, comma 3, legge 241/1990), così come il termine per la formazione dell’eventuale silenzio-assenso (art. 20, comma 1), decorrono dal ricevimento dell’istanza, segnalazione o comunicazione da parte dell’ufficio competente.


3. – Momento a partire dal quale l’attività soggetta a SCIA può essere esercitata (art. 3, lett. b.1)

Viene chiarito, mediante apposita modifica al previgente testo dell’art. 19, comma 2, della legge 241/1990, che l’attività oggetto della segnalazione certificata (SCIA) può essere iniziata a partire dalla data di relativa presentazione all’amministrazione competenze, anche nel caso di SCIA c.d. “unica”, cioè di attività per la quale è necessario presentare una pluralità di SCIA, ciascuna riguardante altro procedimento connesso di competenza di diversa amministrazione (si veda il successivo punto 5).


4. – Sospensione dell’attività oggetto di SCIA (art. 3, lett. b.2)

Con modifiche all’art. 19, comma 3, della legge 241/1990, viene stabilito che:
  1. l’invito, rivolto al privato con atto motivato dalla P.A., entro 60 gg. dal ricevimento della segnalazione (30 gg. nel caso di SCIA in edilizia), ad adottare le misure necessarie a conformare alla normativa vigente l’attività oggetto di SCIA entro un termine non inferiore a 30 gg., non comporta la contestuale sospensione dell’attività privata (com’era invece previsto nel testo previgente), che può pertanto proseguire. Nel caso in cui il privato non adotti le misure richieste nel termine fissatogli dalla P.A., l’attività oggetto di SCIA si intende vietata;
  2. soltanto nel caso di non veridicità delle attestazioni, oppure di pericolo per la tutela dell’interesse pubblico in materia di ambiente, paesaggio, beni culturali, salute, sicurezza pubblica o difesa nazionale, l’amministrazione ricevente dispone, con atto motivato, la sospensione dell’attività oggetto della SCIA. In tal caso, il termine di 60 gg. dalla presentazione della segnalazione, a disposizione della P.A. per adottare eventuali provvedimenti inibitori (divieto di prosecuzione dell’attività) e ripristinatori (rimozione degli eventuali effetti dannosi provocati dall’attività), viene interrotto e ricomincia a decorrere dalla data in cui il privato comunica l’adozione delle misure indicate dalla P.A. per conformare l’attività privata alla normativa vigente. Se il nuovo termine trascorre senza che la P.A. adotti ulteriori provvedimenti, cessano gli effetti della sospensione eventualmente disposta.

5. – SCIA c.d. “unica” (art. 3, lett. c)

Viene inserito nella legge 241/1990 sul procedimento amministrativo il nuovo art. 19-bis, rubricato “Concentrazione dei regimi amministrativi”, in base al quale:
  1. ciascuna P.A. deve disporre di uno “sportello unico”, di regola telematico – da indicare sul proprio sito istituzionale – al quale gli interessati possono presentare la SCIA, anche nel caso questa abbia ad oggetto attività per il cui esercizio altre P.A., ovvero diverse articolazioni interne dell’amministrazione riceventi, hanno competenza su procedimenti al primo connessi ed assoggettati anch’essi a SCIA, ovvero a comunicazioni, attestazioni, asseverazioni e notifiche;
  2. nei casi di procedimenti connessi ai sensi della precedente lett. a) (attività soggetta a SCIA, per il cui esercizio sono necessarie altre SCIA, comunicazioni, attestazioni, asseverazioni e notifiche), l’interessato presenta un’unica SCIA allo “sportello unico” indicato sub lett. a). La P.A. che riceve la SCIA (una tra quelle competenti in ordine ai procedimenti connessi, configurando una sorta di “neutralità della competenza”) la trasmette immediatamente alle altre amministrazioni interessate, così da consentire loro il controllo di rispettiva competenza in ordine ai requisiti ed ai presupposti per lo svolgimento dell’attività, nonché la presentazione (almeno 5 gg. prima della scadenza del termine di 60 gg. per l’adozione dei provvedimenti conformativi, inibitori e/o ripristinatori, termine ridotto a 30 gg. per la SCIA in edilizia) delle eventuali proposte motivate per l’adozione dei predetti provvedimenti.

6. – SCIA c.d. “impura” (art. 3, lett. c)

Sempre attraverso il nuovo art. 19-bis della legge 241/1990, ed in particolare con il relativo comma 3, viene disciplinata anche l’ipotesi in cui l’attività oggetto di SCIA sia subordinata all’acquisizione di atti di assenso, comunque denominati, o di pareri di competenza di altri uffici della P.A. destinataria della SCIA, oppure di altre amministrazioni, nonché di verifiche preventive.

In questi casi, dalla presentazione della SCIA allo “sportello unico” di cui al precedente punto 5 decorre il termine (5 gg.) per la convocazione della conferenza di servizi (si veda la notizia VI24722, del 29.08.2016) finalizzata all’acquisizione degli atti di assenso, comunque denominati, o dei pareri (c.d. atti endoprocedimentali).

L’inizio dell’attività può avvenire solo a seguito del rilascio di tali atti ed alla conseguente loro comunicazione all’interessato da parte dello “sportello unico”.


7. – Termine per la decorrenza del silenzio-assenso (art. 3, lett. d)

Mediante un’integrazione al comma 1 dell’art. 20 (rubricato “Silenzio-assenso”), viene precisato che il termine per la conclusione del procedimento amministrativo ad istanza di parte - il cui trascorrere senza la formale comunicazione all’interessato di un provvedimento di diniego o dell’avvenuta indizione di una conferenza di servizi, laddove ne ricorrano i presupposti, equivale ad accoglimento della domanda – decorre dalla data di ricevimento della domanda del privato.


8. – Responsabilità del pubblico dipendente la cui inerzia consente l’avvio e/o la prosecuzione dell’attività privata oggetto di SCIA non conforme alle norme vigenti (art. 3, lett. e)

Mediante l’inserimento nell’art. 21 della legge 241/1990 (rubricato “Disposizioni sanzionatorie”) del nuovo comma 2-ter, viene precisato che in presenza di una SCIA o di un’istanza del privato non conformi alle norme vigenti, la decorrenza del termine di 60 gg. dalla presentazione della SCIA per l’adozione dei provvedimenti inibitori, ripristinatori o conformativi, ovvero la decorrenza del termine per la conclusione del procedimento e la contestuale formazione del silenzio assenso sull’istanza del privato, non escludono la responsabilità del dipendente pubblico inerte.


9 – Competenza legislativa esclusiva dello Stato (art. 2, lett. f)

Con un’integrazione dell’art. 29, comma 2-ter, della legge 241/1990, viene estesa anche alle disposizioni sul procedimento amministrativo aventi ad oggetto la presentazione di istanze, segnalazioni e comunicazioni (già erano contemplate dalla previgente versione della norma la dichiarazione di inizio attività, il silenzio assenso e la conferenza di servizi) l’attinenza ai “livelli essenziali delle prestazioni di cui all’articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione”, con la conseguente competenza legislativa esclusiva dello Stato.

La richiamata previsione normativa va letta unitamente a quella del successivo comma 2-quater, in virtù del quale “Le regioni e gli enti locali, nel disciplinare i procedimenti amministrativi di loro competenza, non possono stabilire garanzie inferiori a quelle assicurate ai privati dalle disposizioni attinenti ai livelli essenziali delle prestazioni di cui ai commi 2-bis e 2-ter, ma possono prevedere livelli ulteriori di tutela”.


10 – Termine di adeguamento per le Regioni e gli Enti locali (art. 4)

Con la norma di chiusura del D. Lgs. 126/2016 viene stabilito che le Regioni e gli Enti locali sono tenuti ad adeguarsi alle disposizioni degli artt. 18-bis, 19 e 19-bis, della legge 241/1980, come introdotti o modificati dall’art. 3 del D. Lgs. 126/2016, entro il 1° gennaio 2017.





DECRETO LEGISLATIVO 30 GIUGNO 2016, n. 126. - Attuazione della delega in materia di segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), a norma dell’articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124. - G.U. n. 162 del 13-07-2016 D_Lgs_126-2016_SCIA1.pdf


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